di Michela Di Michele – 17 dicembre 2021

Roadmap della Commissione Europea per l'economia sociale

 Agevolazioni fiscali e sostegni a chi produce valore sociale. Becchetti: "Il lancio del Piano è d'importanza fondamentale"

Il 16 dicembre 2021 si è tenuto a Bruxelles l’evento “New EU Action Plan for the Social Economy” che inaugura il nuovo Social Economy Action Plan approvato dalla Commissione Europa il 9 dicembre scorso.

Il Piano d’Azione dell’Economia Sociale inizia la sua gestazione nel 2011, con l’iniziativa della Commissione per l’imprenditoria sociale “Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell’economia e dell’innovazione sociale”, per poi formarsi attraverso un lungo percorso di consultazione con i cittadini e i portatori di interessi ed essere elaborato dall’intergruppo del Parlamento Europeo dedicato all’economia sociale, del quale è co-presidentessa l’europarlamentare italiana Patrizia Toia (PD).

Il Piano riguarda i soggetti che pongono al centro delle loro  attività le persone e l’ambiente e reinvestono larga parte dei loro proventi in una causa sociale o nell’organizzazione stessa: si tratta di imprese sociali, fondazioni, società di mutuo soccorso e del composito gruppo che riunisce gli attori dell’economia sociale.

Nelle 52 pagine che lo compongono, il Piano spiega come intende “incoraggiare gli investimenti in ambito sociale, supportare gli attori dell’economia sociale e le imprese nella fase di avviamento, crescita, innovazione e creazione di nuovi posti di lavoro”, oltre ad offrire una panoramica sui numeri del comparto e delle opportunità esistenti.

Nonostante la situazione in Europa sia molto disomogenea e i dati lacunosi, una disamina accurata presente nel report Recent evolutions of the social economy in the EU” (EESC 2017) rileva che l’economia sociale è sostenuta da circa 2,8 milioni di organizzazioni in Europa,  con una “forza lavoro” complessiva di 19,1 milioni di persone, tra remunerate (6,3% del totale) e volontari. Il numero più alto di imprese sociali si riscontra proprio in Italia, dove se ne contano circa 102.500 (segnando anche il rapporto più alto, con 1.690 imprese per milione di abitanti), seguita da Francia (96.600) e Germania (77.500).

Il Social Economy Action Plan prevede 38 azioni da realizzare tra il 2021 e il 2030. I settori di intervento sono tre:

  1. creare le giuste condizioni per il successo dell’economia sociale, tracciando un contesto favorevole dal punto di vista politico, giuridico, fiscale
  2. creare concrete opportunità per sostenere le iniziative delle imprese sociali, aumentando il budget di 2,5 miliardi di euro stanziato a questo scopo nel periodo 2014-2020
  3. dare visibilità all’economia sociale e garantire il riconoscimento del suo impatto effettivo e potenziale.

“Il lancio del Social Economy Action Plan da parte dell’Unione Europea è d’importanza fondamentale -dichiara Leonardo Becchetti, economista, docente universitario e autore del Focus On Economia Civile sull’ultimo numero della rivista VDossier -.  Il treno della sostenibilità ambientale sta correndo molto velocemente mentre quello della responsabilità sociale va molto più lentamente. Per questo è importante capire l’importanza di agevolazioni fiscali e sostegni a chi produce valore sociale e favorisce relazioni, reinserimento di categorie fragili e legami comunitari”.

Il Social Economy Action Plan contiene molti provvedimenti che la Commissione Europea si propone di realizzare per mettere l’economia sociale nelle condizioni di essere davvero al centro di un nuovo modello di Europa sociale e produttiva per il prossimo decennio (la roadmap è disponibile a questo link), recuperando la corsa a due velocità che la sostenibilità ambientale e sociale fanno registrare, per puntare a raggiungere quella sostenibilità integrale che racchiude in sé le azioni per garantire vita buona per tutti in un ambiente sano.

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