di Violetta Cantori – 21 giugno 2023

Ciò che si ripara fa comunità

 Nel bolognese "Progetto Utile" ridona nuova vita a lavatrici scartate perché non funzionanti e attraverso le associazioni le dona a soggetti in condizioni di fragilità che vivono nel territorio metropolitano. Un progetto capace di salvare l'ambiente, curare le povertà e insegnare un mestiere a chi un lavoro non ha

Dopo qualche anno di onesto lavoro a ritmi di almeno 5 cicli di lavaggio a settimana, la lavatrice di Anna e Marco senza preavviso smette di funzionare. Dopo 5 telefonate, la visita di un tecnico e la ricerca di pezzi di ricambio su una decina di siti web specializzati, arriva il verdetto: non si può riparare. Anna e Marco rassegnati contattano i servizi ambientali per il ritiro e il trasporto dell’elettrodomestico alla stazione ecologica di Marzabotto (BO), il paese dove abitano. Proprio lì, tra i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), inizia la seconda vita di quella e di altre lavatrici. Lì nasce un’altra catena del valore: economico, ambientale, sociale.

Se Anna e Marco sono personaggi presi in prestito dalla fantasia, la nuova vita di alcune lavatrici è realtà. Nell’autunno 2022, da 32 stazioni ecologiche del Bolognese è iniziato il prelievo di circa 30 lavatrici dismesse al mese che, a bordo di un mezzo a ridotto impatto ambientale, arrivano al laboratorio della Dismeco Srl per essere rigenerate e certificate. Il 18 giugno 2023 alcune realtà del terzo settore locale hanno iniziato la distribuzione gratuita degli elettrodomestici rigenerati a soggetti in condizioni di fragilità che vivono nel territorio metropolitano.

Questo è “Progetto Utile”, la filiera di attività lanciata nel 2023 dal Fondo sociale di comunità “Dare per fare”, strumento di welfare del territorio metropolitano bolognese di cui abbiamo già parlato su VDossier (articolo p 54 rivista 1 del 2022 e articolo web del 28 aprile 2022). Utile si configura come una innovazione sociale che coniuga sostenibilità ambientale, responsabilità sociale d’impresa, formazione professionale a soggetti fragili, dono, welfare di comunità. Nasce dalla collaborazione tra Dismeco Srl e Città metropolitana di Bologna, Gruppo Hera, CNA, Emil Banca, Aires (Grande distribuzione organizzata), Volabo – Centro Servizi per il Volontariato della città metropolitana di Bologna e terzo settore bolognese. Sebbene al momento la sperimentazione sia a livello locale, l’idea è potenzialmente replicabile in altri territori.

“Dismeco è un’azienda specializzata nel trattamento dei rifiuti tecnologici. La nostra linea di smontaggio selettivo ci consente di recuperare il 98% circa dei materiali dalle apparecchiature elettroniche dismesse, che poi rivendiamo nel mercato delle materie prime. Questo è il nostro business”, spiega Claudio Tedeschi, amministratore delegato di Dismeco Srl. “Molti degli elettrodomestici che arrivano, però, sono in buone condizioni e di ottima fattura. Diventano rifiuti perché sul mercato non si trovano i pezzi di ricambio.” Questo è il trucco che ha permesso di rigenerare l’ipotetica lavatrice di Anna e Marco. “Noi gestiamo in maniera selettiva circa 400 lavatrici al giorno, quindi abbiamo delle montagne di ricambi che possono essere riutilizzati. Tra il 2021 e il 2022 abbiamo stimato e poi rilevato che su 10.000 lavatrici conferite in stazione ecologica quasi il 7% possono essere rigenerate. Una lavatrice trattata in maniera distruttiva costa 2€, una lavatrice rigenerata produce un valore di 300€, che abbiamo pensato di donare a chi ne ha più bisogno. Da qui l’idea che ha portato al disegno e alla realizzazione di questo progetto, in un tavolo di lavoro composto da istituzioni, partner del mondo dell’industria, dei servizi, del mondo bancario, della formazione e del non profit.”

Progetto Utile mette in campo un sistema logistico che punta a ridurre l’impatto ambientale. Gli elettrodomestici provengono infatti da stazioni ecologiche situate nel raggio di circa 25 km e viaggiano fino alla Dismeco su un mezzo Euro 6, donato da Emil Banca Credito Cooperativo. Le associazioni poi, con le loro forze, prelevano gli elettrodomestici e li consegnano ai beneficiari nel raggio di 50 km. La nuova filiera lavora a livello locale, a differenza del sistema ordinario che prevede la consegna delle lavatrici ad aziende rottamatrici anche a centinaia di chilometri di distanza. I partner del progetto auspicano che questa organizzazione dei trasporti e la riammissione dei cosiddetti RAEE nella catena del valore possano portare a un risparmio di circa 200 tonnellate all’anno di C02.

Accanto agli aspetti legati alla sostenibilità ambientale, Progetto Utile sviluppa forme di welfare generativo che toccano i temi dell’inserimento lavorativo delle giovani generazioni e del sostegno economico a persone in difficoltà. Poiché Dismeco non ripara lavatrici, all’interno dello stabilimento industriale di Marzabotto è stata aperta l’Academy curata da CNA Bologna Ecipar per la formazione professionale di giovani installatori e manutentori di elettrodomestici rigenerati, dove gli elettrodomestici tornano a funzionare. “I nostri ragazzi – al momento 4 – sono persone fragili, emarginate, che sono state escluse dal mercato del lavoro e a cui viene restituita un’opportunità di inserimento o reinserimento lavorativo – racconta Claudio Pazzaglia, direttore di CNA Bologna. “Vogliamo insegnare loro non solo la rigenerazione degli elettrodomestici, ma anche la manutenzione finalizzata a prevenire dove possibile il conferimento in discarica, aprendo potenzialmente una nuova filiera che porta una ulteriore riduzione dei rifiuti e dell’impatto ambientale.”

Le lavatrici rigenerate vengono donate al Fondo sociale di comunità e destinate gratuitamente ad alloggi dei servizi di transizione abitativa, comunità, nuclei familiari in condizioni di fragilità assistiti dai servizi sociali territoriali. Il csv bolognese coordina e supporta le reti associative coinvolte nella distribuzione degli elettrodomestici ai destinatari finali e, insieme a Dismeco e Città metropolitana, monitora l’andamento del progetto, in fase di sperimentazione per questo primo anno di attività.

“Ancora una volta il volontariato si rivela soggetto fondamentale per lo sviluppo di una grande idea a beneficio di tutta la comunità, espressione di un territorio capace di mettere soggetti diversi che lavorano insieme per far crescere welfare comunitario, economia verde, economia circolare, lotta allo spreco.”, commenta Alberto Pullini, consigliere delegato di A.S.Vo. ODV – Volabo per Un Piatto per tutti. “Insieme alle nostre associazioni siamo riusciti a potenziare la rete di distribuzione già esistente nell’ambito del progetto Un Piatto per Tutti e con Progetto Utile siamo pronti a compiere un passo in più”.

“Città metropolitana ha accolto la proposta di collaborazione della Dismeco Srl e l’ha da subito inserita come azione del Fondo di comunità metropolitano nella convinzione che coniugare l’attenzione alla fragilità con i temi della formazione professionale da un lato e della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica dall’altro sia una sfida da cogliere e una strada da sperimentare.” – conclude Sara Accorsi, consigliera metropolitana con delega a Welfare metropolitano e lotta alla povertà. “Ѐ indubbiamente un progetto con numerosi elementi logistici da coordinare, dal trasporto all’installazione, e l’avvio del progetto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione strategica di Volabo, garantendo anche in questo caso un’azione capillare in tutta l’area metropolitana nella raccolta dei bisogni e nella distribuzione di materiali”.

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Le lavatrici rigenerate, pronte per essere distribuite a soggetti e nuclei famigliari fragili

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