di Francesco Bizzini – 8 ottobre 2021

Con un timbro Bologna dice grazie al Volontariato

 VOLABO e Poste Italiane hanno collaborato per il rilascio di un "annullo speciale" dedicato ai volontari che con il loro impegno hanno garantito il funzionamento degli hub vaccinali a Bologna e nella provincia,

Postazione di Poste Italiane per un annullo filatelico dedicato alla CTSS. ARCHIVIO AUSL BOLOGNA foto Paolo Righi

Si rafforza lo storico legame tra il mondo della filatelia e quello del volontariato. VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato della Città Metropolitana di Bologna, in collaborazione con Poste Italiane, ha prodotto il 9 settembre un “annullo postale” d’eccezione per celebrare chi si è speso, con gratuita operosità, al funzionamento degli hub vaccinali del bolognese. Il timbro (l’annullo postale, detto in termini meno tecnici) è stato presentato nel corso di una cerimonia di ringraziamento svoltasi presso l’Ospedale Maggiore del capoluogo emiliano.

“Volevamo – spiega a VDossier Cinzia Migani, direttora VOLABO – fissare un momento di celebrazione per ricordare il valore della prossimità, della immensa partecipazione civica alla buona riuscita degli hub vaccinali, partecipazione proveniente da mondi diversi, con modalità diverse, uniti nelle loro differenze: dagli assistenti civici al volontariato dei Comuni, da quello interno alle Aziende Ausl a quello della protezione civile, per non dimenticare le organizzazioni di volontariato regionali e locali e le associazioni di promozione sociale. Ben 74 targhe di encomio in totale”.

La cerimonia è stata ideata dall’associazione di volontariato Andromeda, nata nel 2001 per promuovere lo sviluppo sociale, culturale ed economico della città, della provincia, della regione e del territorio. Un evento organizzato con il patrocinio delle Aziende Ausl di Bologna e Imola, del Policlinico Sant’Orsola e dell’Istituto Ortopedico Rizzoli e realizzato in collaborazione con la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, cioè la governance Regione/Comune delle politiche sociali e sanitarie dell’area metropolitana. È proprio su 300 cartoline che celebrano i venti anni di Andromeda che Poste Italiane, presente con i propri addetti all’evento, ha apposto il timbro che recita “Volontariato e Istituzioni insieme nella lotta alla Pandemia”, accanto al logo della Conferenza Territoriale, il codice postale 40131 di Bologna e ovviamente la data 9.9.2021.

“Come si legge sull’annullo postale – continua Migani – il gioco di squadra che ha visto il successo della campagna vaccinale, si è svolto sì in pieno coordinamento tra volontariato e istituzioni, questo è vero, ma il 9 settembre abbiamo voluto che gli applausi fossero tutti per le volontarie e i volontari. Infatti hanno partecipato 30 sindaci, ma non hanno parlato perché al centro c’erano solo loro, le volontarie e i volontari. Tanto che, durante la cerimonia, non sono state premiate nominalmente le associazioni o realtà da dove queste operose cittadine e cittadini provengono, ma loro direttamente, ovviamente tramite rappresentanti”.

Il rapporto tra Poste Italiane il Volontariato, tra l’altro, è ben rodato visto che non più tardi del 16 settembre 2020 il Ministero dello sviluppo economico, in collaborazione con il CSV di Padova e Rovigo, annunciava il rilascio di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “il Senso civico” dedicato a Padova, capitale europea del volontariato per l’anno 2020, con tiratura di un milione di pezzi. Il francobollo però più noto tra i collezionisti, visto la tiratura limitata a soli 10.499 esemplari numerati, è stato rilasciato il 4 novembre 2016 per celebrare “Gli angeli del fango” a 50 anni dal loro impegno nell’alluvione di Firenze.

“Questo annullo postale, che ricordiamo ha vidimato inoltre tutta la corrispondenza in transito il 9 settembre 2021 dagli uffici postali del Quartiere Borgo Panigale, mette nero su bianco che esiste un prima e un dopo per la nostra Città Metropolitana. Abbiamo – conclude la direttora VOLABO – compreso che d’ora in poi fondamentale sarà fare leva su di una co-programmazione che non poggi sulla burocratizzazione dell’azione, ma che a partire da una definizione chiara e univoca delle quote di responsabilità, punti invece sull’organizzazione che privilegia la valorizzazione delle persone e realtà coinvolte. In più, da questa esperienza pandemica, personalmente mi porto a casa la riconferma che non ci sono organizzazioni vincenti su altre: ci sono contesti territoriali, tradizioni organizzative che bisogna tenere in mente quando si lavora di prossimità. L’intervento negli HUB ci ha insegnato che dovevamo operare sì con una struttura centralizzata (i vaccini hanno di fatto protocolli rigidi) ma bisognava andare a recuperare le persone fragili dei territori e far sì che la macchina non fosse nel segno di troppe intermediazioni. Se l’azione volontaria è responsabilizzata e consapevole, se i pezzi di responsabilità sono definiti, ognuno per il suo, se c’è un riconoscimento di valore condiviso dell’azione dei diversi soggetti in gioco, l’attività porta risultati straordinari”.

TI POTREBBERO INTERESSARE