Dietro l’adozione di un nuovo macchinario diagnostico negli ospedali, non ci sono solo grandi cifre ma, spesso, anche tanto volontariato silenzioso. C’è il tempo donato nei fine settimana per montare i gazebo nelle piazze, ci sono mani abili che creano elaborati a maglia o all’uncinetto da portare ai mercatini solidali, ci sono le voci di chi, con un sorriso, spiega ai passanti l’importanza di un gesto.
Ne sanno qualcosa le volontarie di Crisalide, che si occupano di sostenere donne operate di carcinoma mammario nel riminese.
“La tecnologia viaggia veloce – spiega Anna Vignali, presidente dell’associazione –. La burocrazia ha tempi più lunghi. E avere macchinari all’avanguardia negli ospedali non è sempre scontato”.
Dal 2018 al 2025, l’associazione ha donato, insieme ad altri enti, 185.000 euro a beneficio dell’intera comunità. I fondi sono stati devoluti principalmente per l’acquisto di strumenti come ecografi o microscopi di ultima generazione e, in secondo luogo, per migliorare gli ambienti che accolgono le pazienti negli ospedali della provincia di Rimini, dopo averne rilevato esigenze e bisogni.
“Per gli acquisti più onerosi – ci tiene a sottolineare Anna – ci organizziamo in rete con altre associazioni, come Ior, Ail, Punto Rosa, Lions, Rotary… importante poi è il coinvolgimento di aziende private. In questi anni abbiamo capito che la trasparenza della proposta paga sempre in generosità: più riusciamo a trasmettere come verranno utilizzati i fondi, più la campagna avrà successo”.
Fondamentale, inoltre, per l’associazione la relazione costante con il personale della Breast Unit, l’insieme dei servizi sanitari offerti alla donna dal momento della diagnosi e durante il periodo di cura, che può essere anche di cinque, sette, dieci anni.
“Abbiamo un rapporto continuo, quasi giornaliero, con i vari reparti: Diagnostica, Chirurgia, Oncologia, Radioterapia, Rieducazione fisiatrica, Cure palliative e poi c’è il supporto psicologico e nutrizionale. Loro ci fanno presente le loro criticità e noi esponiamo le esigenze delle pazienti, è un venirsi incontro, imparando a mettersi nei panni anche di chi sta dall’altra parte. Tra le donazioni che facciamo c’è quella dei cerotti utili per una migliore cicatrizzazione e per evitare alcuni effetti collaterali dell’intervento. L’Ausl inevitabilmente stabilisce dei criteri di utilizzo, noi cerchiamo di incrementarne il numero perché prevengono in modo sostanziale le infezioni, portandole quasi a zero, donando al Reparto in media 5.000 euro all’anno. Da tutto il personale sanitario e dall’azienda stessa abbiamo per questo un riscontro estremamente positivo”.
Ma le volontarie non si sono fermate qui, hanno messo anche qualcosa di loro. Partendo dalla centralità della donna e da una consapevolezza che deriva dall’esperienza vissuta personalmente, si sono inventate una serie di ausili prodotti artigianalmente per rendere più confortevole per le pazienti il non facile periodo che segue l’intervento chirurgico e le cure chemioterapiche.
“Uno di quelli che ci ha dato più soddisfazione – conclude Anna – è il progetto ‘Un cuore sotto braccio’. Si tratta di un cuscino a forma di cuore realizzato in puro cotone che viene tagliato, cucito, imbottito e confezionato interamente da noi. Questo cuscino offre un grande sollievo alla donna operata che può utilizzarlo per tenere sollevato il braccio coinvolto dall’intervento. Dal 2020 ad oggi ne abbiamo consegnati alla Chirurgia senologica di Santarcangelo 1.826”.
Per conoscere l’associazione: associazione@tumorealseno.it.





