di Redazione VDossier – 22 giugno 2026

“Una poltrona in prima fila”: in cerca delle parole giuste per raccontare la disabilità

 Uno spettacolo itinerante prodotto dall'associazione Claudio Conti con la direzione artistica di Stefano de Majo e il supporto della Fondazione Carit e del Cesvol. E' tornato in scena a Terni il 23 giugno e prevede 12 appuntamenti, uno al mese, per la durata di un intero anno.

“Una poltrona in prima fila” è lo spettacolo itinerante prodotto dall’associazione Claudio Conti con la direzione artistica di Stefano de Majo, con il supporto della Fondazione Carit e del Cesvol. Il progetto che promuove attraverso il teatro sociale e l’arte, la cultura dell’ auto mutuo aiuto, prevede 12 appuntamenti, uno al mese, per la durata di un intero anno ed è tornato in scena il 23 giugno in piazza della Repubblica a Terni per poi spostarsi all’interno della bct, dove l’attore ha animato e preso parte alla presentazione dell’ultimo libro di Giovanni Merlo dal titolo “Disabilità il peso delle parole“.

“Sarà proprio l’importanza delle parole a muovere il viaggio di questo nostro settimo spettacolo itinerante – spiega il direttore artistico Stefano de Majo – le parole sono apparentemente leggere come piume ma possono essere pietre angolari, veri e propri mattoni nella costruzione di edifici che a volte però divengono pesanti come macigni e fanno crollare quanto di buono si è costruito”.

Per l’occasione Stefano de Majo ha utilizzato sulla piazza il suo teatro a pedali, ospitando all’interno anche libri che per una volta sono usciti dalla biblioteca e hanno dato la possibilità di essere letti comodamente all’aperto, viaggiando sulle ali delle parole.

Il progetto di teatro sociale si avvale del contributo anche della Comunità Incontro, della Cittadella delle Associazioni e di Teatro Acciaio.

“Di fronte alla disabilità spesso troviamo difficoltà a trovare le giuste parole, parliamo tanto di inclusività ma non ci rendiamo conto di quanto siano importanti le giuste parole per non rinchiudere in recinti le esistenze dei disabili – conclude Stefano de Majo citando il libro di Merlo- le parole fanno la cultura, la cultura cambia le parole”.

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