di Elisa Girardo – 3 giugno 2026

Normalizzare la salute mentale tra i banchi

 Oltre il silenzio: con musica, arte e confronto una rete coordinata dal CSV Società Solidale ha coinvolto i giovani rendendoli protagonisti per superare i tabù.

Quando l’idea parte dai ragazzi il benessere diventa realtà. Si è concluso con i saloni del volontariato a Cuneo, Savigliano e Alba il progetto di benessere e salute mentale che si è svolto nelle scuole superiori delle tre città e ha visto la partecipazione della consulta provinciale degli studenti, delle ASL locali, associazioni e scuole del territorio: una rete complessa coordinata dal CSV Società Solidale ETS.

La consulta provinciale, appena insediata, ha scelto di lavorare sul tema della salute mentale. Per realizzare la progettualità si sono rivolti al CSV: un incontro informale con una bibita fresca che è diventato un confronto costruttivo da cui è partita una progettualità che si è svolta nel corso di tutto l’anno scolastico in diverse scuole della Granda.

“Ci siamo rivolti al CSV di Cuneo perché volevamo costruire un progetto che i ragazzi potessero prendere a cuore”. Fabio Sigliano, consigliere della consulta provinciale degli studenti, è pieno di entusiasmo quando ci racconta come è stato costruito il percorso nelle scuole. “Il volontariato fa stare bene, fa sentire parte di una comunità e contrasta la solitudine, per questo lavorare con il CSV e le associazioni ci è sembrata la cosa giusta”.

“Tra i ragazzi stanno aumentando le fragilità, ma non sempre sono consapevoli di quello che vivono, per questo abbiamo accolto al volo la proposta della consulta provinciale di costruire un progetto di educazione civica per le classi terze sul tema della salute mentale”. La professoressa Pierangela Occhetti è estremamente soddisfatta dei risultati ottenuti e spiega il perché si sia deciso di lavorare su questi temi. “Lavorare con il CSV ha permesso di costruire una rete forte che ha fatto la differenza, mettere insieme mondo scuola, associazioni e ASL ha creato la ricetta perfetta che ha permesso agli studenti di esprimersi senza paura.”

Il progetto, coordinato dal CSV Società Solidale ETS, ha coinvolto quattro associazioni (Mente in pace ODV, Diapsi Alba e Bra ODV, Progetto scaldacuore ODV e La voce di Elisa ODV), due ASL e cinque istituti scolastici secondari. I ragazzi hanno ascoltato e poi hanno avuto la possibilità di dare spazio alla creatività utilizzando diversi linguaggi (arte, musica) che hanno permesso di raccontare le loro emozioni.  La risposta è stata importante, sono arrivati tanti lavori e gli incontri di restituzione durante i saloni del volontariato hanno dato vita a momenti veri e profondi che sono stati utili per tutti.

“La nostra associazione ha lavorato con i ragazzi partendo dalla musica: abbiamo proposto dei brani che parlassero di salute mentale e loro ci hanno proposto quelli della loro generazione, è stato uno scambio interessante anche per noi volontari”. Anche Maria Grazia Alberione, presidente di Mente in pace ODV, racconta che è felice dell’esperienza vissuta nelle scuole. “In tutti gli appuntamenti l’attenzione dei ragazzi era tangibile, si sono aperti, ci hanno raccontato le loro esperienze di vita. Alcuni ragazzi hanno lavorato a un brano che hanno presentato al salone del volontariato di Cuneo. Non ci aspettavamo una risposta di questo tipo, sicuramente andremo avanti anche il prossimo anno”.

Lavorare in rete ha fatto la differenza anche per le istituzioni sanitarie e Valentina D’Agostino, psicologa e psicoterapeuta dell’ASL CN2, spiega come gli incontri siano stati un momento importante per normalizzare situazioni comuni tra i giovani. “La prevenzione e la promozione della salute mentale tra i giovani è una delle nostre linee operative, collaborare con il terzo settore è sempre stato un punto di forza, grazie al CSV abbiamo avuto la possibilità di incontrare i giovani e di parlare con loro su come agire in determinate situazioni. Il confronto con i ragazzi ha permesso di fornire spunti di riflessione sul come accompagnare un compagno che si chiude, che cambia atteggiamento.  I ragazzi hanno partecipato con attenzione e hanno risposto con entusiasmo alle proposte fatte, siamo stati davvero contenti”.

“Al CSV abbiamo trovato operatori che sono stati capaci di ascoltarci, di capire le nostre idee e di attuarle. Questa collaborazione ci ha permesso di crescere, è stato bello costruire qualcosa insieme ad adulti capaci di comprenderci. Siamo stati felici di vedere i ragazzi interessati: sapevamo che il tema era particolarmente sentito, volevamo costruire un progetto che riuscisse a coinvolgere i nostri compagni e ci siamo riusciti”. Con queste parole Fabio Sigliano ha chiuso l’incontro conclusivo al salone di Alba dove sono stati presentati i disegni degli studenti.

Questo progetto dimostra che quando gli adulti, gli Enti e le Istituzioni si mettono in ascolto dei giovani, la salute mentale smette di essere un tabù per diventare un terreno comune di creatività, supporto reciproco e cittadinanza attiva.

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