di Giulio Sensi – 26 maggio 2026

Elogio della lentezza che serve al volontariato

 Alex Toselli è presidente di Albergo Etico. Ha una storia di volontariato e una visione del futuro controcorrente. Con lui prosegue il dialogo di “Volontari visionari”. Partiamo da una domanda: il tempo che ci manca sempre di più nella quotidianità spinge al declino anche il volontariato?

Alex Toselli, per fare cose buone serve tempo. Ciò che oggi manca a ognuno di noi per agire nell’interesse generale e collettivo. Siamo destinati al declino?

Di recente ho fatto un incontro a Losanna sui temi dello sviluppo tecnologico. Quello che noto è che alla fine il tempo ci sta travolgendo: si ha impressione che tutta la nostra immagine e tutta la nostra proposta debba essere circoscritta in 7 o 10 secondi, quello che i giovani dicono e pensano quando scrollano, immagini video informazioni in poco tempo. La sintesi è un grande servizio, ma è una dispersione di riflessione.

E il volontariato ha bisogno di tempo riflessivo, anche per dare senso a qualcosa che si fa per gli altri e non per noi stessi…

 Il volontariato è sempre stato anima della società, soprattutto in Italia. Noi italiani siamo stati maestri di molte cose, siamo un popolo in grado di mobilitarci in massa nell’emergenza, facciamo più fatica nella prevenzione e nell’immaginare di costituirsi prima di fare qualcosa. Il volontariato sopperisce alle mancanze, ma se il tempo mi sta travolgendo e ne avrò sempre meno, avrò ancora tempo di fare il volontario? Questa è la vera domanda, la proiezione del domani.

In una società, la nostra, che richiede e richiederà sempre di più attenzione agli altri.

C’è più un bisogno di cura, di prendersi cura dell’altro, ma c’è una grande incertezza: avrò il tempo di farlo? Dobbiamo fare una riflessione attenta sul tempo che dedico al mio essere volontario che deve esser tempo di qualità, tempo protetto, un tempo ‘corollario’, ma non deve farmi perdere tempo. Deve essere integrato nella vita, dell’aspettativa di vita. Il volontariato è componente della vita di ognuno, della vita personale. Entra nel campo dell’hobby e del tempo libero, se è un corollario importante che tu progetti e che ti dà valore non rinuncerai mai e se la società ti darà modo sarai sempre più motivato a farlo. L’urgenza e il bisogno ci saranno fra 10 anni, ci sarà sempre più bisogno di essere volontari perché i bisogni crescono costantemente allora questa è la sfida. Per tutti, non solo per chi fa volontariato, ma con una responsabilità in più: chi decide di far volontariato lo fa con scopo di missione con responsabilità di ciò che sta facendo.

Tutto questo lo vivi sulla tua pelle?

Sono stato volontario da quando avevo 18 anni, la prima esperienza di donazione del sangue non solo come gesto volontario che è molto nobile, di responsabilità sociale enorme che porta via poco tempo e dà grande valore, ma mi sono attivato per far donare il sangue facendo parte della Fidas. Dai 18 ai 28 anni sono stato dirigente associativo. Mi sono ritrovato in quello perché era per me tempo di valore, ma sentivo anche la responsabilità non ho mai creduto che il volontariato dovesse essere impreparato e il volontariato improvvisato, la strategia che vale per qualsiasi valore o professione vale ancora di più per un volontariato che ha una responsabilità sociale importante.

Che travalica l’individualismo e riguarda tutti. I movimenti della società ci travolgeranno prima ancora di saper rispondere ai cambiamenti?

Abbiamo da affrontare cambiamenti tecnologici enormi, velocissimi e rapidi. L’incontro di Losanna sull’intelligenza artificiale mi ha molto spaventato. Uno dei manager di grandi aziende del settore ha affermato che ‘l’unica cosa di cui siamo certi è che stiamo utilizzando le peggiori tecnologie che avremmo domani’. Allora provoca ansia? Sto perdendo tempo? Tutto questo cambiamento si scontra col tema di dove stanno le persone con l’AI? Sostituirà il volontariato del domani? Sarà un umanoide o un chatgpt a fare volontario? Il fattore umano sarà sempre centrale in un momento in cui larga parte della popolazione è estromessa dall’accesso a condizioni di base di vita e non dall’AI. Queste cose saranno sempre più forti perché si emigrerà, si viaggerà, ci si incontrerà e ci saranno conflitti e migrazioni.

Saremo pronti ad affrontare i cambiamenti?

Una società matura potrà cercare di evitare i danni anche proteggendo il proprio ambiente. La società ha sfide enormi che dovranno essere affrontate da nuove generazioni che sono generazioni digitali che non conoscono il prima, ma ne sono affascinati. Spiegare loro che quando si usciva di casa non c’era WhatsApp che avvisava: se avevi un appuntamento e non si presentava nessuno tornavi a casa senza sapere il perché.

Hai nostalgia della lentezza?

Fra dieci anni ci sarà il ritorno a questo pensiero a una tradizionale cultura di lentezza, vorremo recuperare quel tempo che ci ha travolto e tornare a figurarci in relazioni umane di cui abbiamo bisogno. Il ruolo del volontario sarà importantissimo per farci mantenere i piedi per terra e farci capire che dedicare tempo qualcosa che motiva e piace ci fa essere persone migliori. Vedo in futuro una generazione che ha bisogno di questi punti di riferimento perché il volontario ha un ruolo di ambasciatore del bene comune.

Alex Toselli

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