C’è un luogo speciale, alle porte del centro storico di Cosenza, dove 23 ragazzi con sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico sono protagonisti di un progetto di inclusione sociale attraverso il lavoro e la passione per la cucina tradizionale calabrese. Grazie all’associazione “La Terra di Piero“, è attiva da meno di un anno, “Affavorì – trattoria delle persone“, in cui si preparano piatti della tradizione cosentina, realizzati con prodotti locali grazie alla collaborazione di aziende del territorio. Tra le specialità proposte agli avventori ci sono i celebri “maccabuoni” al ferretto, simbolo di una cultura gastronomica che si rinnova attraverso l’impegno di una comunità. Il locale, inutile dirlo, è sempre sold out per l’accoglienza, il buon cibo e i prezzi adeguati alla crisi economica.
Ma non è l’unico esempio di inclusione e gastronomia nella città dei Bruzi. All’interno del mercato coperto di Campagna Amica, si trova il ristorante contadino “Buoni buoni“. Anche qui, da più di tre anni, si preparano piatti stagionali attraverso l’utilizzo di materie prime a km 0, provenienti dalle aziende agricole dello stesso mercato. “Buoni Buoni è anche un e-commerce di biscotti, panettoni natalizi, dolci, composte, colombe pasquali, marmellate. Il progetto è realizzato dalla Cooperativa sociale “Volando Oltre”, costola dell’associazione “Gli Altri Siamo Noi” e impiega giovani con disabilità intellettiva. Il nome non è casuale: richiama il fatto che prodotti e piatti sono buoni due volte, buoni da gustare e buoni per il cuore.
Si chiama, invece, “I cinque sensi” il progetto promosso dall’associazione “3X21 i sogni di Saveria” e finanziato con i fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Si tratta di un laboratorio di cucina nato per favorire l’integrazione e l’autonomia di dieci ragazzi e ragazze con disabilità. “L’obiettivo – spiega la presidente Teodolinda Capocasale, unica persona con Sindrome di Down, in Italia, alla guida di un’associazione – è offrire una opportunità concreta di lavoro ai partecipanti, ma anche migliorare il loro benessere psicofisico attraverso l’attività manuale e il contatto con la natura”. Il laboratorio si svolge, infatti, in una masseria di San Marco Argentano, in provincia di Cosenza. Ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 30 anni, muniti di grembiuli e attrezzi da cucina, raccolgono i prodotti dell’orto e la frutta dagli alberi e la lavorano seguiti da un’equipe multidisciplinare (psicologo, educatore e cuoco). In particolare, hanno realizzato e confezionato, con arance e limoni biologici, delle marmellate. I partecipanti, mettendosi in gioco ed operando in modo concreto su ingredienti e tecniche di manipolazione di alimenti, hanno imparato come impiegare gli utensili, come arricchire il proprio vocabolario con termini tecnici e come trasformare le materie prime in prodotti finiti. L’arte della cucina ha contribuito a stimolare il loro benessere psicofisico e a regalargli momenti di felicità.
Lavorare con passione, raggiungere l’autonomia e far circolare anche l’economia? A Cosenza, grazie al volontariato e al terzo settore, si può fare!










