L’associazione Brain Traumi Cranici ODV dal 1993 è al fianco di chi ha subito una grave lesione cerebrale acquisita e delle loro famiglie. In 30 anni di attività ha affinato un metodo riabilitativo all’avanguardia. Grazie all’esperienza e passione di un’equipe multidisciplinare si accompagnano le persone che necessitano di un percorso di riabilitazione (fisica, cognitiva e sociale) dopo un trauma cranico encefalico, un’emorragia cerebrale o un’anossia cerebrale, eventi che cambiano radicalmente il modo di vivere personale e della propria famiglia. Possono, infatti, provocare la perdita del lavoro e della capacità di partecipare alla vita sociale, ma possono anche significare la privazione dei propri diritti e della dignità personale. Lo scopo è recuperare la migliore qualità di vita possibile, trovando le soluzioni efficaci per un ritorno attivo in società. Brain Traumi Cranici fa parte dei tavoli di lavoro sulla disabilità coordinati dal CSV di Vicenza e questo ha reso possibile la creazione di collaborazioni fattive.
La specificità delle persone con disabilità da grave cerebrolesione acquisita
Ciascuno di noi può subire una grave cerebrolesione acquisita per cause organiche o accidentali (incidente stradale o sul lavoro ad esempio). Chi di noi non vorrebbe avere, in quel particolare momento, degli specialisti a sua disposizione che, non perdendo tempo, possano tempestivamente agire per salvare la vita e aiutarci a ritornare ad essere persone autonome, credibili, a cui dare fiducia sul piano degli affetti, delle relazioni, della professione e della società?
Parlare della progettazione del percorso riabilitativo per persone che hanno una grave cerebrolesione vuole dire riannodare i fili interrotti dall’evento, valorizzare le capacità che la persona possiede, fare in modo che i “nuovi limiti” che la persona vive siano ben presenti alla persona e che costituiscano un “sereno fardello”, una esperienza, che la persona porterà con sé.
Parlare di “progetto di vita” (cfr D. Leg. 62/24) per queste persone vuol dire costruire, insieme all’unità di valutazione multidimensionale, i sostegni di cui ha bisogno nei differenti ambiti dell’esistenza, dalla casa al lavoro.
Il valore e l’efficacia delle collaborazioni
“Nell’ottica di costruire insieme ai nostri utenti un percorso di reinserimento sociale e lavorativo – spiegano da Brain –, collaboriamo con l’equipe multidisciplinare del Servizio di Integrazione Lavorativa (SIL) dell’Aulss 8, con il quale ci impegniamo a definire un progetto di ingresso o ritorno nel mondo del lavoro, dopo un’attenta valutazione e analisi (profilazione) delle competenze lavorative residue. Questa profilazione risulta utile per l’equipe del SIL in fase di individuazione dell’azienda o del contesto organizzativo più appropriato per la persona”.
“Allo stesso modo – aggiungono – lavoriamo in stretta collaborazione con l’equipe multidisciplinare dell’INAIL del territorio di competenza (assistente sociale e medico specialista) per favorire un supporto sia al lavoratore/assicurato sia al suo datore di lavoro, nonché alla rete dei colleghi in fase di ingresso in azienda. L’intento è quello di accompagnare il contesto organizzativo ad individuare le attività più opportune previste da mansione, nonché fornire al lavoratore le strategie più opportune per monitorare e portare a termine in maniera efficace ed efficiente le attività stesse”. Brain conta anche sulla collaborazione con i dirigenti di Veneto Lavoro per la definizione di percorsi di inserimento agevolati e riconosciuti a livello regionale per persone con esiti di grave cerebrolesione acquisita, sfruttando appieno le numerose forme di politica attiva promosse dalla stessa Regione Veneto. Il lavoro diventa così uno dei contesti riabilitativi possibili, in cui la persona può sperimentarsi e continuare a migliorare le proprie capacità e competenze.
Le prospettive future
Questo lavoro potrebbe aprire la strada alla vocational rehabilitation come parte integrante del percorso riabilitativo, ove il lavoro diventa contesto riabilitativo di vita, e la profilazione e il tutoraggio diventano elementi essenziali in questo processo. Il ruolo del neuropsicologo, o dello psicologo specializzato in neuropsicologia, dal confronto emerso finora nei vari incontri appare cruciale nel supportare l’integrazione lavorativa e la qualità di vita del paziente.
I rapporti con le scuole del territorio vicentino e il reinserimento scolastico
Una collaborazione consolidata ormai da anni è l’esperienza dei “incontri di sensibilizzazione” che vede la partecipazione di ragazzi di alcune scuole di Altavilla, Vicenza e del vicentino in generale. Si tratta di un’esperienza coinvolgente che trae spunto da una breve rappresentazione teatrale o da alcune significative testimonianze. A partire da questo momento di presentazione-provocazione da parte delle persone ospiti del Brain, si invitano gli alunni a riflettere su quanto facile sia agire comportamenti di rischio-azzardo nella propria vita e di come la disabilità sia una condizione vicina a tutti. Oltre che su quello lavorativo, l’associazione Brain lavora anche sul reinserimento scolastico. In questo caso, la neuropsicologa si occupa di adattare il materiale scolastico in un’opportunità di riabilitazione e lavorare insieme alla scuola — insegnanti, dirigenti e consiglio — per valorizzare le capacità residue dello studente che si trova ad affrontare un ambiente sfidante dopo la cerebrolesione acquisita e ottimizzare il suo modo di apprendere. Si diventa parte del GLO per favorire un ponte tra l’ambiente clinico e scolastico al fine di contribuire alla costruzione del PEI e favorire una reale inclusione dello studente. Questo lavoro costante di dialogo e aggiornamento tra neuropsicologia e scuola amplia le possibilità di crescita, di partecipazione e di autonomia per la persona con cerebrolesione acquisita. Il dialogo viene periodicamente aggiornato così da adattare le richieste scolastiche ai miglioramenti cognitivi dello studente.





