di Redazione VDossier – 11 aprile 2026

Univox: voci e azioni contro il disagio giovanile

 Dalla storia di Serena De Sandi e da diverse amiche è nata a Bari Univox, un’associazione in prima linea per combattere il disagio giovanile in tutte le sue forme.

Univox è nata a Bari nel 2022 e in pochi anni le sue attività si sono estese su scala nazionale. È nata da una storia e un gruppo di persone. Una storia bella da ascoltare, da scrivere e da leggere. Quella di Serena De Sandi e il suo gruppo di amiche che hanno trasformato un grande disagio in un’impresa comune per combattere i disagi che i giovani oggi vivono: autolesionismo, depressione, disturbi d’ansia, disturbi del comportamento alimentare, dipendenze, tendenze suicidarie, bullismo o cyberbullismo.

Univox è composta unicamente da under 35 ed è vincitore della prima edizione del premio GenP – Giovani che partecipano di Acri. Abbiamo incontrato Serena De Sandi per ascoltare dalla sua voce questa preziosa storia. “Tutto è nato – racconta De Sandi – durante la pandemia. Dopo un inizio di attivismo sui social, il nostro obiettivo principale è stato quello di supportare studenti universitari che vivevano condizione di isolamento, fornendo supporto e creando una spece di hub digitale”.

La molla che ha innescato questa impresa e la nascita dell’associazione è stato il disagio vissuto in prima persona da De Sandi che oggi è presidente dell’associazione. “Ho sofferto di depressione – racconta – a causa di un esame andato male all’Università: era il mio ultimo esame e non stavo bene a livello di salute mentale. Avevo premeditato di porre fine alla mia vita. Fondamentale nel periodo in cui soffrivo di depressione e disturbi alimentari è stata la mia psicologa che mi ha salvato in ogni senso. È stata lei a supportarmi quel giorno in cui avevo deciso di porre fine alla mia vita. E qualche giorno dopo creai un gruppo con cinque amiche. Per questo racconto sui social il valore della relazione di aiuto”.

Univox nasce proprio per dare voce a chi non ha voce. “Diamo molto valore alla relazione di aiuto – prosegue De Sandi – anche perché l’Università e la scuola sono luoghi in cui dobbiamo lavorare tanto, non solo con i ragazzi, ma anche con i genitori e i docenti. Penso che la mia storia possa essere d’aiuto per tante persone perché so cosa significa vivere in quel buio profondo e la psicoterapia e le relazioni in generale possono fare la differenza”.

Per questo Univox propone un modello di volontariato giovanile “peer to peer” con servizi permanenti e accessibili a tutti. Una delle loro iniziative è il progetto BenEssere inCorso realizzato ogni anno per la Giornata Internazionale per la Prevenzione del Suicidio e la Giornata Mondiale per la Salute Mentale tra settembre e dicembre. Con questa iniziativa Univox vuole prevenire il disagio psichico, contrastare lo stigma che ancora accompagna i disturbi mentali e offrire spazi di confronto e sostegno accessibili nelle scuole secondarie e università. Univox ha parallelamente attivato tre sportelli permanenti di supporto: il PuntoPsi per il supporto psicologico, il PuntoPed (sportello pedagogico) e lo StudentHub, una community studentesca oltre da poco allo spazio Ioien (dal greco “che possa andare oltre”) che propone workshop e percorsi di formazione dedicati alla crescita personale, al supporto alla genitorialità e alla psicoeducazione. Tutto nato con il coinvolgimento attivo di tanti volontari giovani under 35, il supporto logistico e istituzionale del Comune di Bari, professionisti della salute e dell’educazione (psicologi, pedagogisti, nutrizionisti) e l’aiuto nella comunicazione e promozione dei Centri di Servizio per il Volontariato e delle associazioni giovanili.

“Si stanno avvicinando tanti giovani – conclude De Sandi – sia per attività rivolte al pubblico di psicoeducazione o ludico creative che creano incontri generazionali. A Bari abbiamo la sede legale, ma siamo attivi su altre città grazie a tanti volontari. Per noi la solidarietà è un po’ come il senso di amore che diamo a noi stessi: quando amiamo una persona dobbiamo prima imparare ad amare noi stessi. Il volontariato ci permette di amare l’altro. Superare paure, timori e incertezze, incontrare nuove dimensioni dove non ci sia competizione. Perché viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere competitivo e prestazionale. Ma le cose che hanno un vero valore sono spesso sottovalutate”.

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