di Giulio Sensi – 11 aprile 2026

La leadership dei giovani nel terzo settore è anche una garanzia di sostenibilità per gli enti

 Il protagonismo dei giovani è in ascesa nel terzo settore anche se ancora limitato a livello numerico. La ricerca curata da Percorsi di Secondo Welfare, insieme all’Osservatorio Statistico sul Terzo Settore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nell’ambito del premio nazionale “GenP – Giovani che partecipano” promosso da Acri fornisce una fotografia innovativa sulla leadership giovanile.

“Verso una nuova leadership del Terzo settore” è l’indagine realizzata da Percorsi di Secondo Welfare, insieme all’Osservatorio Statistico sul Terzo Settore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nell’ambito del premio nazionale “GenP – Giovani che partecipano”, promosso da Acri, che premia le organizzazioni non profit che promuovono la partecipazione giovanile e coinvolgono gli under 35 nei loro organi di amministrazione.

Il premio tornerà anche nel 2026: dai primi risultati del 2025 è emerso un protagonismo in ascesa dei giovani nel terzo settore, ma ancora limitato a livello numerico. Il 7,1% degli Enti del Terzo settore italiani è guidato da under 35, ma dove questo accade emergono segnali di rinnovamento, maggiore equilibrio di genere e un forte radicamento territoriale. Siamo andati a indagare, con la voce della curatrice della ricerca Elisabetta Cibinel di Percorsi di Secondo Welfare, che situazione stia vivendo il terzo settore nel rinnovamento delle leadership giovanili. Nei prossimi anni la popolazione di età inferiore a 35 anni continuerà a diminuire a favore della popolazione ultrasessantacinquenne. Il calo della presenza giovanile nel terzo settore come in tutta la società è un dato demografico difficilmente reversibile. È un rischio giudicato particolarmente grave per il terzo settore, ispirato fin dalla sua nascita a valori come la partecipazione e la solidarietà intergenerazionale. E anche relativamente urgente: la capacità di coinvolgere le giovani generazioni è strettamente legata alla sostenibilità stessa del terzo settore.

“I dati mostrano una correlazione – spiega Elisabetta Cibinel di Percorsi di Secondo Welfare – tra i legali rappresentanti under 35 e alcune variabili. Quella più notevole è il genere: negli enti che hanno legali rappresentanti under 35 ce ne sono molti di più di genere femminile. Forse però la variabile su cui è più interessante soffermarsi è il rapporto tra legali rappresentanti under 35 e la longevità degli enti. Nel totale dei legali rappresentanti gli enti hanno un’età mediana di 17 anni, guardando invece agli enti che hanno legali rappresentanti under 35 abbiamo enti più giovani: il 74% è nato dopo il 2010 e quasi la metà è nata dopo il 2020. Se la maggior parte dei legali rappresentanti under 35 è concentrata negli enti giovani questo significa che il ricambio generazionale fatica ad avvenire”.

Negli enti meno giovani ci sono dunque molti meno legali rappresentanti under 35. Un dato che fa riflettere.

“Se pensiamo – aggiunge Cibinel – che il ringiovanimento della leadership sia una linfa vitale per il futuro del terzo settore. E una questione anche di sostenibilità per il terzo settore. Da una parte per evitare la perdita di conoscenze favorendo il passaggio da una generazione all’altra, e dall’altra per acquisire nuove energie, risorse e idee che garantiscano la sopravvivenza degli enti. E la sopravvivenza anche di tutta l’economia sociale, e di quella parte di servizi che in questo momento sono svolti dal terzo settore e sono essenziali per la tenuta del welfare”.

Secondo la ricerca la quota di under 35 alla guida di enti del terzo settore è più alta nelle associazioni di promozione sociale (8,7%) e più bassa nelle organizzazioni di volontariato (5 %). “Le ricerche esistenti – aggiunge Cibinel allargando lo sguardo sul fenomeno – fanno emergere che il volontariato giovanile è un po’ diverso da quello che abbiamo in mente. L’importanza di ricerche come queste risiede proprio nel puntare i riflettori sulle criticità, capire quali sono le domande da porsi e provare a indicare strade possibili per promuovere uno sviluppo più solido del terzo settore e del volontariato in Italia”.

L’ingresso delle nuove generazioni di leader nel Terzo settore sembra avvenire prevalentemente attraverso nuove iniziative più che attraverso il ricambio generazionale all’interno di organizzazioni già consolidate. Rimane aperta la questione di fondo per comprendere meglio se, come e quando avviene il ricambio generazionale all’interno degli enti del terzo settore e per capire quali sono gli ostacoli alla partecipazione giovanile alla governance del terzo settore.

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