di Redazione VDossier – 11 aprile 2026

Giovani volontari parte di una comunità

 Flood è un centro di aggregazione giovanile in un comune della periferia tra Bologna e Imola. Il volontariato giovanile l’ha creato e fatto crescere.

A Mordano nel territorio modenese esiste Flood, un centro di aggregazione giovanile gratuito e inclusivo che permette ai giovani di incontrarsi, studiare e organizzare attività culturali per sentirsi parte di una comunità attiva e accogliente. Un vero e proprio centro di rigenerazione sociale frequentato da 150 giovani e animato da 40 volontari attivi. È aperto in media 178 giorni all’anno, propone 39 attività ideate dai giovani, 23 eventi in rete e un centro di avvio della consulta giovani e sportello psicologico.

Il referente di Flood è Pietro Bernardi che ci ha raccontato il senso di un centro che è stato finalista del GenP – Giovani che partecipano di Acri.

“Da quando siamo nati nel 2021 – spiega Bernardi – su base volontaria il tempo e le modalità di gestione si sono evoluti. Si sono evolute anche le risorse umane su cui può contare. Registravamo un bisogno e questa è una delle cose buone generate dalla pandemia. L’idea è nata da un ragazzo di Mordano che in contatto con il Comune la ha generata e poi si è attivato per trovare altri soggetti disponibili a metterlo in piedi. Così noi soci fondatori abbiamo creato l’associazione, rispondendo sia a un nostro bisogno sia a un bisogno diffuso sul territorio”.

La presenza dei giovani nella zona di Mordano è oggi abbastanza scarsa. “Un po’ – racconta ancora Bernardi – per mancanza di abitudine all’aggregazione, ma anche per mancanza di conoscenza dei luoghi. Perché si dà per scontato che uscire significhi andare in un luogo che esiste già. E andarci per consumare qualcosa. La forza del gruppo che ha creato il centro giovani è che molti di noi venivano da associazioni e sapevamo cosa significasse stare in associazione e costruire e gestire progetti insieme”.

Gli spazi di Flood sono forniti dal Comune in locali che in passato erano ambulatori comunali poi trasferiti. Per mesi i giovani volontari si sono dati da fare per risistemarli. Un lavoro lungo, ma in cui credevano molto grazie al quale il 1° giugno del 2021 sono arrivati all’inaugurazione.

“I volontari dell’associazione – racconta ancora Bernardi – sono dei soci particolarmente attivi. Si prendono in carico di mantenerlo aperto durante la settimana e garantiamo anche due o tre aperture serali per eventi più grandi e aperti alla cittadinanza. I volontari si prendono la responsabilità della gestione e che tutto venga mantenuto in ordine. Per la gestione degli eventi un po’ più grandi aperti alla cittadinanza cerchiamo di coinvolgere anche le persone meno giovani che abitano nel comune per aprirci alle opinioni e alle esperienze, cercando di fare da collante non solo per il nostro target ma per tutta la comunità”.

I giovani di Mordano e dei comuni vicini rispondono molto positivamente. “Ci rendiamo conto – dice Bernardi – che impatto abbia avuto sulla comunità non solo di Mordano, ma anche dei comuni che lo circondano. Siamo un paese piccolo e vicino a Imola che molto più attrattiva e piena di cose da fare. Ma tanti si spostano da Imola per venire a Mordano”. “La sfida adesso – conclude Bernardi – è riuscire a generare questa risposta nei ragazzi sempre più giovani che prendano in mano la gestione del centro quando noi passeremo un po’ di lato come età anagrafica e come energie. Qualcosa si sta muovendo e il consiglio direttivo è più giovane. Ma è una sfida molto grande in un contesto in cui, come in tutti i luoghi, c’è bisogno ancora di educare al volontariato”.

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