di Redazione VDossier – 27 marzo 2026

Le trasformazioni del volontariato fotografate dall'Osservatorio "Dono e agire gratuito"

 L’osservatorio ha evidenziato anche l’impatto del sulle persone: l’86% di chi svolge o ha svolto volontariato parla di appagamento, l’83% di crescita personale, il 78% di nuove competenze. I dati sono stati presentati a Modena per il programma della Capitale Italiana 2026.

L’Osservatorio Volontariato. “Dono e agire gratuito” – promosso da AICCON Research Center in collaborazione con Forum Nazionale del Terzo Settore e CSVNet, con il supporto scientifico di Ipsos Doxa e il sostegno di Fondazione di Modena e UniCredit – restituisce, insieme ai dati Istat, l’immagine di un volontariato che sta attraversando una fase di trasformazione profonda, legata soprattutto alle modalità con cui le persone scelgono di impegnarsi e il senso che attribuiscono al proprio agire gratuito.

I dati aggiornati sono stati presentati giovedì 26 marzo all’Auditorium Fondazione Marco Biagi di Modena nel corso dell’incontro pubblico “Impegno, valore futuro. Osservatorio Volontariato 2025. Dono e agire gratuito”, promosso nell’ambito del programma di Modena Capitale del Volontariato 2026.

I dati richiamati nel report mostrano che il 10% degli intervistati è attualmente volontario in un’organizzazione e il 22% lo era in passato. Tra questi ultimi il 54% vorrebbe tornare a fare volontariato nei prossimi 6 mesi, percentuale che sale al 77% tra gli intervistati under 35. L’osservatorio evidenzia anche l’impatto del volontariato sulle persone: l’86% di chi svolge o ha svolto volontariato parla di appagamento, l’83% di crescita personale, il 78% di nuove competenze. Inoltre, il volontariato aumenta l’inclusione sociale: mentre 6 intervistati su 10 si sentono inclusi nella società italiana, il 71% dei volontari si sente incluso (14% completamente, il 57% in gran parte).   

Lo studio, di durata biennale, nasce per analizzare le trasformazioni del volontariato e dell’attivismo sociale in Italia, offrendo strumenti di lettura utili a comprendere come stanno cambiando oggi le forme della partecipazione civica e dell’impegno solidale. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati relativi al 2025 messi in dialogo con riflessioni, esperienze e testimonianze provenienti dal Terzo Settore del territorio modenese. L’obiettivo era quello di aprire uno spazio di confronto pubblico su temi decisivi per il futuro del volontariato, con particolare attenzione al ruolo delle giovani generazioni, alle condizioni che favoriscono l’ingaggio civico e alla necessità di modelli organizzativi più capaci di intercettare nuove disponibilità e nuovi linguaggi.

“I Centri di servizio per il volontariato lavorano ogni giorno sui territori proprio per rendere possibile l’incontro tra la disponibilità delle persone e le organizzazioni, – ha detto il consigliere di CSVnet Lorenzo Gianfelice intervenendo in apertura dell’evento – accompagnando gli enti del terzo settore a innovare le proprie pratiche, a semplificare l’accesso al volontariato, a costruire esperienze significative per chi decide di mettersi in gioco. Un’attenzione particolare va ai giovani – ha aggiunto – Il volontariato non può limitarsi ad aspettare nuove energie: deve costruire contesti accoglienti, percorsi flessibili, opportunità concrete di partecipazione, e deve farlo insieme alle istituzioni, alla scuola, all’università, al mondo economico e alle fondazioni. Perché oggi l’ingaggio civico non è solo una questione organizzativa, ma una vera e propria politica di comunità”.

Un’attenzione specifica è stata proprio dedicata ai giovani. Dalla ricerca emerge che tra gli under 35 pesano in modo particolare la mancanza di informazioni sulle opportunità disponibili, la necessità di conciliare volontariato con studio e lavoro, e, per una parte dei più giovani, anche il bisogno di riconoscimento delle competenze maturate. Allo stesso tempo, il report segnala che l’ingaggio funziona di più quando le opportunità sono chiare, accessibili, coerenti con i valori delle persone e capaci di offrire esperienze significative, anche sul piano della crescita personale.

Il lavoro di ricerca si fonda su una metodologia mista, quantitativa e qualitativa: un questionario online somministrato nell’aprile 2025 a un campione di 1.000 cittadini maggiorenni residenti in Italia e 20 interviste motivazionali online con rappresentanti di 12 organizzazioni che accolgono volontari, attive in diversi ambiti di intervento.

Ad aprire l’incontro è stata Alessandra Camporota, Assessora del Comune di Modena con deleghe a Volontariato e Terzo Settore, insieme al consigliere di CSVnet Lorenzo Gianfelice. La presentazione e l’analisi dei dati sono state fatte da Barbara Toci di Ipsos Doxa, Paolo Venturi e Giorgia Perra di AICCON Research Center, insieme a Niccolò Mancini, Coordinatore della Consulta Volontariato del Forum Nazionale del Terzo Settore.

Alla tavola rotonda “Giovani e volontariato: protagonismo, riconoscimento e nuove forme di ingaggio”, hanno partecipato Alberto Caldana, Presidente di CSV Terre Estensi, Ruggero Cavani, Presidente del Forum Provinciale del Terzo Settore di Modena, Valeria Vallari, Responsabile Terzo Settore UniCredit, Matteo Tiezzi, Presidente di Fondazione di Modena, e Francesco Martinelli, Presidente di Città Futura APS. Modera la giornalista Laura Solieri. Nel corso della tavola rotonda si è visto come i dati trovino concretezza nel territorio modenese e come sia possibile mettersi in rete e in connessione per propmuovere e migliorare sempre di più l’esperienza di volontariato.

La presentazione è stata anche occasione di approfondimento e confronto per amministratori, enti del Terzo Settore, operatori, studiosi e cittadini interessati a comprendere quale spazio abbia oggi il volontariato nella vita delle comunità e quali strumenti possano rafforzarne la capacità di coinvolgere nuove energie.

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