di Giulio Sensi – 23 marzo 2026

SCU visto dai rappresentanti nazionali

 La loro voce è ascoltata, ma serve più riconoscimento e valorizzazione. Dialogo con i quattro rappresentanti.

Antonello Careddu per il centro, Rosa Melfi per l’estero, Corrado Capasso per il sud e Francesco Colaianni per il nord sono i rappresentanti dei volontari in Servizio Civile Universale. Vengono eletti ad anni alterni due per volta dai Delegati regionali riuniti in Assemblea nazionale e sono nominati componenti della Consulta Nazionale per il Servizio Civile. Abbiamo chiesto ai quattro rappresentanti di darci una fotografia dello stato dell’arte del servizio civile.  

La Rappresentanza lavora per tutelare gli interessi dei volontari in Servizio Civile Universale. Il servizio civile si sta consolidando in Italia, gli operatori volontari si sentono valorizzati e tutelati?

La situazione è complessa. È indubbio che vi sia stato un consolidamento istituzionale del Servizio Civile Universale, ciò nonostante, percepiamo che sentimento di valorizzazione tra gli operatori volontari è altalenante: da un lato cresce il riconoscimento delle competenze acquisite, dall’altro permangono criticità legate ad esempio all’importo dell’assegno mensile, spesso ritenuto insufficiente di fronte al costo della vita. Ad oggi, si avverte la mancanza di un pieno riconoscimento istituzionale che si traduca in vantaggi tangibili per i giovani. Un passo fondamentale sarebbe l’introduzione di una “Carta dell’operatore Volontario” nazionale, proposta dalla Rappresentanza: uno strumento che, oltre a certificare l’impegno civile, garantisca l’accesso agevolato a beni e servizi (trasporti, cultura, formazione) tramite un sistema di sconti e convenzioni. Questo non sarebbe solo un aiuto economico, ma un segnale concreto della valorizzazione che lo Stato riserva a chi dedica un anno della propria vita alla collettività. La Rappresentanza svolge un ruolo cruciale nel dare voce alle istanze degli operatori volontari, fornendo un supporto continuo, e portando molte di quelle istanze nelle sedi competenti.

La voce dei volontari in servizio civile nella Consulta nazionale per il servizio civile universale è ascoltata e tenuta in considerazione?

Sì, la voce della Rappresentanza, e quindi degli operatori volontari, in Consulta è oggi tenuta in considerazione. Questo è possibile anche grazie al ruolo attivo della Rappresentanza, che agisce come un interlocutore capace di tradurre i bisogni dei giovani in proposte concrete.

Negli ultimi mesi abbiamo avuto un confronto crescente e costruttivo sia con il Dipartimento sia con molti Enti di Servizio Civile. Non si tratta più di una semplice presenza formale, ma di un dialogo reale dove il contributo dei volontari incide sulle decisioni, portando la voce degli operatori volontari ai tavoli istituzionali.

Ci sono delle aree di miglioramento su cui vorreste che si lavorasse nell’interesse degli operatori?

Come Rappresentanza, riteniamo che l’assegno mensile per gli operatori volontari, attualmente pari a 519 euro, risulti ancora troppo esiguo, nonostante i recenti adeguamenti. Ci piacerebbe che si avvii un confronto attivo finalizzato ad una revisione del contributo che lo renda dignitoso e parametrato al costo della vita. Poiché per molti giovani il Servizio Civile rappresenta l’unica fonte di reddito, incrementare tale importo significa offrire una concreta opportunità di autonomia, garantendo l’accesso all’esperienza anche a chi proviene da contesti socioeconomici più fragili. Un tema di grande rilevanza per i volontari riguarda la partecipazione a manifestazioni e scioperi. Attualmente, la normativa non prevede modalità strutturate per l’adesione a tali iniziative durante il servizio. Rimane ancora un obiettivo sul quale la Rappresentanza sta provando a lavorare per venire incontro a quello che dovrebbe essere un diritto garantito a chi presta servizio, proprio in virtù della natura e dei valori su cui si fonda il Servizio Civile stesso”.

Dal vostro punto di vista in un momento in cui è aperto il nuovo bando che consigli e suggerimenti dareste a chi ha i requisiti anagrafici per fare servizio civile?

Sebbene possa apparire un suggerimento scontato, è fondamentale dedicare il giusto tempo all’analisi dei progetti, scegliendo quelli più coerenti con le proprie inclinazioni e il proprio percorso. Questo implica evitare di ridursi all’ultimo istante per l’invio della candidatura, un errore purtroppo comune che preclude una valutazione attenta. Consigliamo di provare ad intercettare, anche attraverso l’ente, i volontari che sono attualmente impiegati nel progetto per il quale ci si vuole candidare: confrontarsi con chi sta già vivendo quell’esperienza è il modo più efficace per ottenere consigli autentici e capire se quel progetto risponde realmente alle proprie aspettative.

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Dal sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale un'immagine della XXV Assemblea nazionale dei delegati regionali degli operatori volontari in Servizio civile.

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