Promuovere il volontariato attraverso il coinvolgimento dei giovani con il Servizio Civile Universale è un’azione che i CSV portano avanti convintamente da anni. Sempre di più diventa cruciale coniugare l’impegno civico con la concretezza di percorsi di Pace. Il nuovo Piano Triennale 2026-2028 ha dato a questa idealità uno strumento in più, inserendo L’obiettivo 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni forti) come un “obiettivo comune a tutti i programmi di intervento, nell’ottica di valorizzare il servizio civile universale come strumento di costruzione di una pace positiva e di intervento nella prevenzione e trasformazione non violenta dei conflitti”. Come Centri di Servizio per il Volontariato diventa fondamentale, in un momento internazionale così drammatico e in controtendenza rispetto a questi obiettivi, fare in modo che l’introduzione dell’obiettivo 16 sia una misura di senso e non di facciata.
L’occasione immediata ci è data dalla Campagna “La Pace si fa così” lanciata dalla CNESC, alla quale aderiamo come CSVnet e alla quale possiamo dare un contributo incisivo e diffuso agendo da attori per lo sviluppo della consapevolezza tra le comunità territoriali, realizzando incontri territoriali diffusi, finalizzati a sensibilizzare, agire e formare sulle pratiche nonviolente e di pace positiva, così legate e congrue con le idealità del volontariato.
Costruire un percorso nazionale per la pace e la nonviolenza significa far incontrare operatori e dirigenze, aggregare enti attivi con il SCU, sensibilizzare i cittadini intorno alla difesa della pace e dei diritti per ristabilire la fiducia e la speranza per una convivenza possibile e uscire dal gorgo della chiamata alle armi che sta determinando il crescente taglio di spazi, servizi e risorse per il welfare.
Su questo tema è urgente dare slancio alla Campagna per il disarmo e la difesa civile unendoci a CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci per istituire il Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”. Che potenzi l’azione di Servizio Civile, Corpi civili di Pace e Protezione civile e ristabilisca il diritto a adempiere “all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi”.





