di Lara Esposito - VERIF!CO – 12 marzo 2026

Lavoro e AI nel Terzo settore: come cambia la ricerca di talenti

 Il report di Job4Good evidenzia nel terzo settore una crescita del 178% delle offerte di lavoro nell’area Digital e IT che oggi rappresentano circa il 5% del totale. Come sta cambiando concretamente la domanda di lavoro nel Terzo settore? Siamo pronti a cogliere questa sfida? Ne parliamo con Diego Maria Ierna.

Intervista a Job For Good per la rubrica VeryDigital – a cura di VERIF!CO

Su Job4Good tra il 2020 e il 2023 le richieste di profili digitali è aumentata del 178%. “Non è un segnale di corsa alla tecnologia, ma di consapevolezza: senza competenze digitali interne, molte realtà rischiano di non sostenere più i propri flussi. La tecnologia non viene percepita come rivoluzione, bensì come condizione per continuare a garantire qualità ed efficienza in un ecosistema che sta rapidamente crescendo di complessità”.

Non è più una novità: l’intelligenza artificiale (Ai) sta trasformando profondamente il mondo del lavoro. Se fino a qualche anno fa i sistemi di Ai sembravano un orizzonte quasi fantascientifico, oggi fanno parte dell’esperienza tecnologica quotidiana delle persone, cambiando inevitabilmente anche la loro routine lavorativa. Come in tutte le trasformazioni epocali, si oscilla tra una visione ottimista, per cui l’Ai aumenterà la produttività integrando le competenze umane, a scenari più pessimisti in cui prevale la paura per la perdita di posti di lavoro e la loro sostituzione con la tecnologia.

Anche il mondo non profit italiano è coinvolto in questo processo di cambiamento, anche perché rappresenta una fetta importante di mercato. Un settore, che come si sa, risente già di un ritardo strutturale sull’uso del digitale in generale ma che, allo stesso tempo, è chiamato ad accelerare anche alla luce della normativa e, in particolare, degli adempimenti richiesti dal registro unico nazionale del Terzo settore. Non a caso, per promuovere una cultura digitale diffusa nel Terzo settore, sono state avviate campagne come quella di VERIF!CO Freemium – il progetto promosso da CSVnet, l’associazione nazionale che riunisce i 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) attivi in Italia, e Terzo Settore Digitale, in collaborazione con il Forum Terzo Settore e con la media partnership di Cantiere Terzo Settore – che si propone come soluzione gratuita e accessibile per supportare i piccoli enti nella gestione digitale delle attività amministrative, contabili e documentali.

A confermare questa evoluzione è il Report 2024 di Job4Good, “Le Professioni nel Terzo Settore”, che analizza gli annunci pubblicati tra il 2020 e il 2023. Per chi non lo conoscesse, infatti, Job4Good è la principale piattaforma italiana interamente dedicata al matching tra domanda e offerta di lavoro nel Terzo settore.
Il report evidenzia una crescita del 178% delle offerte di lavoro nell’area Digital e IT, che oggi rappresentano circa il 5% del totale. Le competenze più richieste riguardano tecnologie informatiche, comunicazione digitale e analisi dei dati, segno di una crescente volontà di innovazione. 

Ma siamo pronti a cogliere questa sfida? E in generale, come sta cambiando concretamente la domanda di lavoro nel Terzo settore? Ce lo racconta Diego Maria Ierna co-funder di Job4Good, la più grande community sul lavoro in Italia di enti e professionisti del terzo settore, che che secondo gli ultimi dati del Censimento Istat, nel 2022 vede 360.000 enti mappati che contano oltre 910.000 dipendenti. 

L’AI sta cambiando il mondo del lavoro. Dal vostro osservatorio, il Terzo settore come sta affrontando queste nuove risorse in chiave strategica? Riscontrate una frenata d’arresto delle richieste o il sistema si sta adattando con richieste più specifiche?

Dal nostro osservatorio, dove ogni anno transitano più di duemila annunci e oltre cinquantamila candidati attivi, emerge un settore che sta scegliendo l’AI in modo pragmatico.

L’interesse non nasce dal fascino della novità, ma dall’esigenza concreta di alleggerire processi interni che negli ultimi anni sono diventati molto più complessi dei team che li gestiscono. Le organizzazioni chiedono strumenti capaci di ridurre tempi e errori nelle attività amministrative, nella gestione dei dati e nella catalogazione delle informazioni. L’AI viene inserita soprattutto qui, dove consente di recuperare tempo da dedicare ai servizi.

Un dato interessante riguarda l’aumento del 178 per cento delle richieste di profili digitali su Job4Good tra il 2020 e il 2023. Non è un segnale di corsa alla tecnologia, ma di consapevolezza: senza competenze digitali interne, molte realtà rischiano di non sostenere più i propri flussi. La tecnologia non viene percepita come rivoluzione, bensì come condizione per continuare a garantire qualità ed efficienza in un ecosistema che sta rapidamente crescendo di complessità.

Come si sta evolvendo il ruolo delle risorse umane nel non profit?
Il ruolo delle risorse umane nel Terzo settore sta diventando sempre più strategico. Le organizzazioni si trovano ad affrontare una carenza strutturale di profili e una complessità gestionale che negli ultimi anni è aumentata in modo significativo. Questo richiede un HR capace di andare oltre gli adempimenti, con competenze di analisi interna, lettura del turnover, gestione dei carichi di lavoro e prevenzione dei rischi organizzativi. Il tema non è solo trovare persone, ma riuscire a creare condizioni che permettano alle équipes di lavorare con continuità.

Un altro cambiamento riguarda la capacità di rappresentare l’ente verso l’esterno. I candidati cercano contesti affidabili e ruoli chiari. Gli annunci completi ricevono molte più candidature pertinenti, segno che la trasparenza e la cura nella comunicazione sono ormai parte integrante del lavoro HR. Le organizzazioni che investono in questo ambito riducono i tempi di ricerca e migliorano la stabilità del personale.

La funzione HR, in sintesi, sta evolvendo da compito di supporto a elemento centrale del funzionamento dell’ente. Chi riesce a integrare analisi, comunicazione e attenzione al benessere interno costruisce organizzazioni più solide, capaci di trattenere le persone in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

Qual è oggi il profilo ideale del candidato nel Terzo settore? Quali sono le competenze trasversali vincenti, dalle soft skill alla motivazioni, e quanto la dimestichezza con l’uso degli strumenti digitali può fare la differenza?
Il profilo ideale nel Terzo settore è cambiato negli ultimi anni. Le organizzazioni non cercano più soltanto motivazione o competenze tecniche molto specifiche, ma persone in grado di lavorare in contesti complessi, con buona autonomia e capacità di collaborare. Le soft skill legate alla gestione del ritmo, alla comunicazione e alla tenuta emotiva sono diventate decisive, perché influenzano direttamente la qualità del servizio.

La dimestichezza con gli strumenti digitali è ormai parte della professionalità. Gran parte del lavoro quotidiano passa da piattaforme condivise, gestionali, database e strumenti di reporting. Chi non possiede un minimo di fluidità digitale fatica a tenere il passo. Lo vediamo chiaramente nei dati della piattaforma: gli enti che esplicitano aspettative e strumenti utilizzati ricevono candidature più pertinenti e con un livello di esperienza più coerente al ruolo.

Un elemento che pesa molto più del passato è la chiarezza dell’offerta. I candidati rispondono meglio quando l’organizzazione descrive con precisione il contesto, le responsabilità e la retribuzione. Questa trasparenza migliora la qualità delle candidature e riduce l’ingresso di profili non allineati. In sintesi, il profilo ideale oggi è quello di una persona solida sul piano relazionale, capace sul piano operativo e pronta a muoversi in un ambiente sempre più professionalizzato.

Talent acquisition: quali strumenti e percorsi formativi servono oggi?
La talent acquisition oggi richiede strumenti adeguati e competenze aggiornate. Il punto di partenza è sempre la chiarezza: ruolo, responsabilità e retribuzione devono essere definiti con precisione. I nostri dati mostrano che gli annunci con RAL esplicitata ricevono fino al 35 per cento di candidature pertinenti in più, segno che la trasparenza è diventata una leva di attrazione reale.

Sul fronte tecnologico servono canali capaci di portare candidati già orientati al settore. Le job board verticali come Job4Good rispondono a questo bisogno e riducono in modo significativo la dispersione. Molti enti utilizzano anche il database interno della piattaforma per ricerche mirate, oltre allo spazio di gestione delle candidature che, pur non essendo un ATS completo, permette ordine e continuità nel processo.

Accanto agli strumenti servono competenze HR più solide. Scrivere annunci efficaci, leggere i dati del mercato, condurre colloqui strutturati e costruire percorsi equi sono abilità che oggi fanno la differenza. L’employer branding rientra in questo insieme: gli enti che comunicano con autenticità il proprio modello organizzativo attirano persone più motivate e riducono il turnover.

Una talent acquisition efficace nasce dall’integrazione di questi tre elementi: strumenti digitali ordinati, comunicazione trasparente e competenze HR adeguate ai bisogni attuali del settore.

Dal vostro punto di vista, strumenti gestionali come VERIF!CO possono aiutare le organizzazioni a strutturarsi meglio?
Gli strumenti gestionali possono migliorare molto il lavoro degli enti, soprattutto perché riducono il tempo speso su burocrazia e documenti. Quando questa parte diventa più fluida, le équipes riescono a concentrarsi meglio sulle attività educative e sociali, che sono la vera priorità.

VERIF!CO va in questa direzione: rende più ordinata la gestione interna, riduce gli errori e permette di recuperare continuità operativa. Nelle organizzazioni che lo utilizzano si nota subito una maggiore chiarezza dei processi e una gestione più semplice delle informazioni.

Lo stesso principio vale per la selezione del personale. Avere le candidature in un unico spazio, anche attraverso strumenti snelli come quelli messi a disposizione da Job4Good, evita dispersioni e rende il percorso decisamente più lineare. Non serve tecnologia complessa: serve un sistema che protegga il tempo delle persone e alleggerisca il lavoro quotidiano. VERIF!CO e piattaforme come la nostra contribuiscono proprio a costruire questo ordine.

In chiusura, puoi condividere con noi una riflessione sul futuro del lavoro nel Terzo settore?

Il futuro del lavoro nel Terzo settore dipenderà dalla capacità delle organizzazioni di diventare luoghi sostenibili per chi ci lavora. La domanda di servizi cresce e il numero di professionisti disponibili diminuisce, ma questo non significa rassegnarsi alla carenza strutturale. Significa ripensare il modo in cui si lavora, a partire da ruoli più chiari, coordinamenti più solidi e strumenti che riducono il peso delle attività ripetitive.Negli enti che stanno funzionando meglio vedo un tratto comune: investono sulla qualità dell’esperienza lavorativa. Analizzano i propri dati interni, migliorano la distribuzione dei carichi, curano l’ingresso delle nuove risorse e costruiscono ambienti dove le persone possono fare bene il proprio lavoro senza logorarsi. Questo approccio riduce il turnover e aumenta la continuità dei servizi, due elementi centrali per il welfare dei prossimi anni.

La tecnologia, compresa l’AI, sarà un supporto importante perché permette di recuperare tempo e ordine, ma non sostituirà ciò che rende efficace il lavoro sociale: la presenza, l’ascolto, la capacità di costruire fiducia. Il valore della tecnologia starà nella sua capacità di liberare energie, non di rimpiazzarle.

Sono convinto che il Terzo settore abbia tutte le condizioni per affrontare questa fase. Le organizzazioni che sapranno integrare metodo, cura e innovazione saranno anche quelle che attireranno le nuove generazioni e garantiranno servizi più stabili. Il futuro non sarà semplice, ma può essere un’occasione per costruire un modo di lavorare più maturo, più efficace e più rispettoso delle persone.

  • Link utili 

per professionisti del terzo settore: https://www.job4good.it/risorse/

Per gli enti https://www.job4good.it/info-ente/

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