“Stavo vivendo un periodo in cui ero molto arrabbiata, trattavo male tutti. Queste sono state le cause che mi hanno portata a incontrare l’associazione Svaf (Servizio volontariato anziani Fossano). Sono entrata titubante, in quella settimana mi si è aperto un mondo: ho conosciuto molti anziani, ho ascoltato le loro storie. È stato bello, ascoltare le loro vite mi è servito tanto. Ho aiutato ad addobbare la casa di riposo per Natale, ho fatto il presepio con loro, sono stata bene”.
Silvia è entusiasta quando racconta il suo percorso alternativo alle sanzioni disciplinari svolto presso una delle case di riposo in cui opera l’associazione Svaf. È arrivata perché aveva ricevuto una sospensione, è arrivata perché aveva tanta rabbia dentro. Con gli anziani della casa di riposo ha potuto fermarsi, vedere altro rispetto alla sua quotidianità, ha ascoltato ed è stata ascoltata. È stata bene, tanto che è tornata a festeggiare il Natale con gli ospiti della struttura insieme ad un’amica.
Quella di Silvia non è un’eccezione. Mauro Capraro, storico presidente dell’associazione SVAF (Servizio volontariato anziani Fossano) da anni collabora con il CSV Società Solidale di Cuneo e accoglie nelle case di riposo fossanesi i ragazzi che hanno ricevuto una sospensione scolastica.
Ci racconta Mauro Capraro: “Abbiamo iniziato accogliendo la richiesta del Csv di accogliere un ragazzo che aveva ricevuto una sospensione. L’idea di offrire un percorso alternativo a chi aveva ricevuto una punizione mi è subito piaciuta, ci siamo buttati e abbiamo vissuto tante bellissime esperienze”.
Da quasi 18 anni il Csv di Cuneo, in collaborazione il forum interregionale del volontariato del Piemonte e della Valle d’Aosta, lavora sul territorio provinciale e offre la possibilità agli studenti che hanno ricevuto una sospensione di fare un’esperienza diversa in un’associazione di volontariato.
La collaborazione con lo Svaf di Fossano dura da anni e ha dato tante soddisfazioni. I volontari dell’associazione raccontano di come tutti gli studenti si siano ricreduti vivendo l’esperienza di volontariato.
“Bisogna saperli accogliere senza pregiudizio – spiega ancora Capraro – È importante saperli ascoltare lasciare che tirino fuori quello che hanno dentro. La cosa più bella è stata rivedere questi ragazzi alle nostre feste, alcuni di loro sono tornati come volontari per darci una mano. In pochi giorni si sono affezionati agli ospiti delle strutture. Hanno dato e ricevuto tanto, nello spirito più puro del volontariato.”
Paolo dopo il suo ultimo giorno in struttura: “Sinceramente all’inizio pensavo che sarebbe stato come una prigione ma quando sono arrivato mi hanno trattato come un familiare, ho ricevuto tantissimi complimenti, è stata una lezione di vita, ho imparato tanto. Ho capito che devo cambiare il mio comportamento, ho sperimentato l’importanza di collaborare. Spero di rifare un’esperienza come questa.”
Proprio riferendosi a Paolo Mauro Capraro ci racconta un’esperienza bellissima, che ha lasciato il segno in tutti i volontari. Un ragazzo fragile, che si portava dietro tanta sofferenza, in associazione si è aperto, ha raccontato. Paolo è tornato a dare una mano tutte le volte che ne ha avuta la possibilità.
Svolgere la sanzione disciplinare in associazione è una scelta che i ragazzi fanno insieme alla loro famiglia, non è mai imposto. Certo arrivano in associazione per caso ma quest’esperienza li segna sempre, lascia un seme che porterà frutti nella loro vita. Il Csv Cuneo raccoglie sempre le testimonianze di chi fa questa attività, quasi tutti sono felici di quello che hanno fatto, alcuni di loro dichiarano addirittura di aver imparato cose importanti che serviranno per il futuro, per il lavoro.
Mauro Capraro ci saluta con una riflessione importante: “La vita è fatta degli incontri che facciamo, le persone che ci accompagnano nel nostro cammino ci aiutano a definirci. Per questo incontrare un volontario, che si dedica gratuitamente agli altri solo perché gli piace farlo, aiuta questi ragazzi a capire l’importanza della gratuità. Il sorriso della signora Rosetta che ti dice che sei bellissima non li lascia indifferenti, entra nei loro cuori e, a volte, aiuta a sciogliere un po’ di quella rabbia che li ha portati ad assumere comportamenti sbagliati. Tutti i ragazzi che ho incontrato sono bravi ragazzi, uscire dalla loro quotidianità, stare in mezzo agli anziani penso sia stato utile nel loro percorso di crescita”.





