di Giulio Sensi – 9 febbraio 2026

Scuole aperte contro ogni paura

 L’indagine di Con I Bambini e Demopolis è andata a indagare come stanno gli adolescenti. La scuola è apprezzata più degli altri contesti, ma tutti la vorrebbero migliore. Il tema di quest’anno è “Vivere da adolescenti in Italia. Presente e futuro delle nuove generazioni” ed è stata realizzata ascoltando ragazze e ragazzi dai 14 ai 17 anni,

Nelle ultime settimane la scuola italiana è entrata nelle cronache nazionali per episodi di violenza e prevaricazione che hanno visto protagonisti gli studenti. Il rischio è che nelle convinzioni delle persone la scuola diventi un luogo pericoloso e dannoso, che si alimentino solo paure e visioni negative. Non è così, ma occorre vederci chiaro. L’impresa sociale “Con i Bambini” ha svolto un’indagine con Demopolis sulla povertà educativa minorile. Anche la percezione della scuola è stata indagata. Il tema dell’ultima indagine è “Vivere da adolescenti in Italia. Presente e futuro delle nuove generazioni”. L’indagine è stata condotta dall’Istituto Demopolis su un campione nazionale stratificato di 4.080 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana, integrato da un focus sui genitori. Racconta come gli adolescenti italiani vivono il presente, come percepiscano le proprie opportunità e come immaginino il futuro, con un focus particolare sugli adolescenti delle periferie. Gli italiani e gli adolescenti hanno fiducia nella scuola più che in tutte le altre agenzie e gli altri luoghi, ma la vorrebbero migliore.

Per i ragazzi la scuola è, tra gli altri, il contesto più adeguato
Nella presentazione dell’indagine il direttore di Demopolis Pietro Vento ha spiegato come “le città italiane non siano a misura di minori”. “Ma – ha ricordato Vento – ritengono che siano adeguati gli spazi verdi, le strutture per lo sport, i trasporti pubblici”. La scuola per gli adolescenti è in cima ai contesti più adeguati in cui vivono (per il 47%).

Anche i ragazzi che vivono in aree difficili per la maggior parte ritiene che il contesto più adeguato sia la scuola, ma il dato si ferma al 37%. “Fra chi vive in quelle aree – ha aggiunto Vento – le valutazioni scendono di dieci punti in quasi tutte le variabili analizzate”. L’indagine ha anche chiesto ai ragazzi cosa vorrebbero di più e meglio nel proprio quartiere di residenza: la scuola non è al primo posto, ma il 31% di loro hanno il desiderio di avere comunque scuole migliori, il 39% per chi vive in quartieri difficili.

La paura cresce in tutti i contesti sociali
Fuori dalla scuola le cose sono diverse: la sicurezza è in testa alle necessità dei ragazzi e quasi la metà di loro (il 43%) quando è fuori di casa teme di essere vittima di violenza o bullismo. Una paura che riguarda molto di più le ragazze: il 63% a fronte del 24% dei ragazzi. “Il tema di sicurezza – ha spiegato ancora Vento – si differenzia in base al contesto in cui i ragazzi si trovano a vivere e nelle aree più difficili raggiunge il 59%”. Gli italiani restano convinti che le opportunità dell’istruzione non siano oggi garantite equamente per tutti nel nostro Paese: per il 54% lo sono, ma con livelli di qualità differenti, e con forti divari. Il 33% dichiara che non siano affatto garantiti. Appena il 9% crede che la scuola italiana garantisca oggi uguaglianza di opportunità per tutti.

Alla scuola italiana serve un rilancio, ma da sola non basta
L’istituzione scolastica in questo contesto meriterebbe un’azione di rilancio. E cresce la convinzione diffusa che servano più interlocutori adulti in ascolto degli adolescenti e che la scuola non possa avere l’esclusiva in tema di crescita delle nuove generazioni: oggi, l’83% degli italiani sostiene che la responsabilità della crescita dei minori appartiene a tutta la comunità, con un dato che nel 2019, in tempi pre-Covid, era del 46%. La scuola è al centro dell’educazione dei bambini e degli adolescenti, ma le comunità educanti sono più ampie. E la capacità delle scuole di aprire alla comunità e stabilire connessioni con i corpi sociali attivi e educanti come il volontariato è cruciale per migliorarne il futuro. E anche per trasmettere ai più giovani quella cultura del rispetto e della cura di cui c’è sempre più bisogno.

Foto di Laura Mosso da Tanti per Tutti

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