di Giulio Sensi – 20 gennaio 2026

In Sicilia lo sport fa crescere grazie al CSI

 Agnese Gagliano ci racconta come l'associazioni promuove progetti partecipativi accolti con entusiamo dalle scuole.

La sete di attività sportiva in Sicilia è tanta, le possibilità di praticarla meno, ma il Centro Sportivo Italiano promuove in regione giorno dopo giorno lo sport per tutti. Agnese Gagliano è stata presidente regionale del CSI – oggi il presidente è Salvo Raffa che ricopre anche l’incarico al Centro di servizio al volontariato Etneo – e ne è consigliera nazionale. Le attività portate avanti dal CSI sono tante, nelle scuole, nelle parrocchie e nelle altre realtà sociali.

“Emerge sempre – racconta Gagliano – su ogni proposta che rivolgiamo anche in contesti importanti e significativi una grandissima adesione e una sete di attività sportiva e spesso di gruppo”. Proprio in un momento in cui lo sport è polarizzato: o lo fai come utente (di palestre, piscine, impianti etc.) o non lo fai. Ma fare sport è una forma di aggregazione con i pari.

“Perché lo sport di squadra rafforza la prativa sportiva e la alimenta – aggiunge Gagliano –. Tutte le volte che proponiamo attività di squadra alle scuole non solo vediamo come in ogni ordine e grado, ma specialmente fra le secondarie di primo e secondo grado, rispondano con grande entusiasmo. Ma lo fanno vedendo la dimensione di crescita personale e collettiva che vi è dentro”.

Come dimostra anche il concorso “Sport e Inclusione” portato avanti dal CSI Sicilia insieme al Lions Club: un contest di cortometraggi che testimoniano come i giovani sappiano raccontare attraverso le immagini l’importanza dello sport come occasione di crescita, motore di inclusione e coesione sociale. “L’ultimo – racconta Gagliano – ha coinvolto 45 istituti scolastici in tutta la Sicilia e dimostra veramente che tramite una forte alleanza con la scuola i bambini e i ragazzi comprendano in maniera intuitiva come lo sport riesca ad abbattere le barriere. In questi momenti importanti condividiamo i temi con un registro adatto alla loro fascia di età. Nelle palestre e negli spazi di cui dispongono le scuole si svolgono attività inclusive in una dimensione che coniuga movimento e gioco. E accoglie anche la vocazione del CSI di aggregazione sociale, specialmente delle persone più fragili. L’obbiettivo di questo progetto sono i podcast delle scuole con cui vengono comunicati agli altri i significati e le esperienze”.

Un altro progetto che ha restituito l’importanza di queste alleanze fra sport, comunità, servizi e terzo settore vede in prima linea il comitato CSI di Catania implementing partner del progetto di Save the Children per il contrasto alla povertà educativa sostenuto dalla Fondazione San Zeno di Verona. Si chiama “Punto Luce” e a Catania è nato all’interno di uno spazio di circa 400 mq con un ampio cortile esterno messo a disposizione dal Comune nel cuore del quartiere di San Giovanni Galermo. Si è sviluppato anche a Palermo e dà l’opportunità a bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni di svolgere attività gratuite come laboratori di musica, danza, lingue, teatro, informatica, supporto scolastico e invito alla lettura. Tra le altre attività, fornisce il supporto allagenitorialità, consulenze pediatriche, segretariato sociale, educazione a sani stili di vita, educazione all’utilizzo responsabile del web e dei social network.

“È un hub per minori, un centro educativo a bassa soglia dove i ragazzi dai 6 ai 16 anni fanno attività gratuite di accompagnamento allo studio e non solo – racconta Gagliano che ne è la coordinatrice –. Accoglie minori con svantaggio certificato che possono essere inseriti in un percorso di sostegno individualizzato attraverso erogazione di doti ritenuti funzionali alla propria crescita. Punto luce di Catania eroga ogni anno 70 doti e due terzi di queste sono sportive: il nostro know how presuppone l’alleanza con società sportive e associazioni pronte a includere bambini con fragilità e vulnerabilità. E sono proprio le scuole con insegnanti, tutori e educatori che per primi intercettano e creano sinergie”. Da questo progetto si vede come la pratica sportiva sia un veicolo per conoscersi e riconoscersi in una dimensione che faccia scoprire delle doti e delle attitudini che rafforzano l’autostima, efficaci per sperimentare una dimensione altra e scoprire un sé diverso. “Un terreno comune – conclude Gagliano – di riscatto e resilienza in cui lo sport collabora con scuole, istituzioni, parrocchie e altre agenzie del territorio capaci di fare rete ed essere comunità educante”.

Foto tratta dal profilo facebook del Comitato CSI di Catania

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