Il 2025 è stato un anno di conferme e di transizione per il Servizio Civile Universale, che ha visto consolidare i suoi numeri e vissuto dei cambiamenti nella direzione di un suo aggiornamento.
Sul versante normativo la Legge del 9 maggio 2025, n. 69, ha modificato l’articolo 18, comma 4, del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, allargando il beneficio della riserva del 15% nei concorsi pubblici e per le assunzioni di personale non dirigenziale, prevedendolo non solo per gli operatori volontari che hanno concluso il servizio civile universale, ma anche a chi abbia svolto il servizio civile nazionale (ex lege n. 64/2001). Sono stati poi attuati i Protocolli d’intesa con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, attraverso rispettivamente i Bandi da 1.006 operatori volontari di SC “ambientale” (3° ciclo) e 1.057 operatori volontari del SC “agricolo” (1° ciclo). Mentre per quanto riguarda la nuova disciplina dei rapporti tra enti ed operatori volontari, emanata a dicembre del 2024, è stata integrata dal Decreto n. 859/2025 del 1° agosto 2025, a seguito dell’introduzione delle nuove modalità di firma digitale dei contratti dei giovani operatori volontari con APP “IO”.
Sempre lo scorso anno, con il decreto del Capo del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale 560 del 26 maggio, l’assegno per gli operatori volontari del Servizio Civile Universale è stato aumentato di 12,17 euro, salendo a 519,47 euro su base mensile.
Sul versante dei numeri, il 2025 ha visto completarsi le procedure del Bando nazionale che si è chiuso il 27 febbraio scorso per 62.549 posti tra Italia ed estero, a cui si sono aggiunti poi i 765 posti per operatori volontari per l’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili e i 2.098 posti nei progetti di Servizio civile “agricolo” e “ambientale”. Sempre nel 2025 hanno svolto il grosso delle loro attività i giovani impegnati negli ultimi progetti della sperimentazione dei Corpi Civili di Pace e quelli impegnati nel Bando speciale per il Grande Giubileo.
Gli enti, soprattutto attraverso la Consulta, sono stati impegnati per tutto lo scorso anno nella predisposizione del nuovo Piano triennale 2026-2028, mentre le Regioni hanno via via attuato l’ l’Accordo Quadro sancito a dicembre 2024 con il Governo e che le coinvolge nella valutazione dei programmi di intervento, nella formazione del personale degli enti SCU e nel controllo sulla gestione delle attività degli enti nel loro territorio di competenza. L’Accordo prevede anche l’istituzione di un Tavolo Tecnico, che si è insediato nell’aprile 2025, e si compone di tre rappresentanti del Dipartimento e tre rappresentanti delle RPA (Lombardia, Lazio e Puglia). A fine ottobre 2025 le Regioni che avevano già sottoscritto il Protocollo operativo erano 13 (Lazio, Lombardia, Puglia, Marche, Liguria, Sardegna, Sicilia, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Campania, Abruzzo, Umbria e Calabria).
Per quanto riguarda la Rappresentanza, lo scorso anno sono stati eletti i due nuovi Rappresentanti nazionali, Antonello Careddu per la Macroarea Centro e Rebecca Martegiani per la Macroarea Estero, sostituita poi da Rosa Melfi, mentre per la Macroarea Nord Francesca Strazzera ha preso il posto del dimissionario Riccardo Liani.
Avvicendamento infine anche alla direzione del Dipartimento per le Politiche giovanili e il SCU con Giuseppe Pierro, proveniente dalla Direzione generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che è diventato nuovo Capo Dipartimento dopo il passaggio di Michele Sciscioli a nuovo amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Tutto questo mentre sulla scia di quanto sta avvenendo in altri Paesi europei, è ripartito ancora una volta il dibattito sul possibile ritorno a forme di servizio militare e civile obbligatorie, con la stessa Conferenza Episcopale Italiana che nella sua Nota di fine novembre su “Educare ad una pace disarmata e disarmante” auspica l’istituzione di “un servizio civile obbligatorio per ogni giovane, come momento che accompagna la maturità politica della maggiore età con quella civile e morale”.





