di Francesco Bizzini – 18 dicembre 2025

Sul Lago di Como il turismo “chiama” il terzo settore, per migliorarsi

 Da sempre fiore all’occhiello dell’ospitalità italiana, location amata da turisti di mezzo mondo, oggi le acque de I promessi sposi vogliono evolversi, per davvero. E vogliono farlo consultando anche il Terzo settore e la cittadinanza attiva, per non rischiare che mete “esclusive” diventino anche “escludenti”. Questo è ciò che esce dal progetto di ricerca Tourism Open Up.

Che il turismo sia una branca economica prettamente a trazione profit, è abbastanza pacifico e quasi inutile ribadirlo. Però c’è un però: in questi mesi VDossier vi ha più volte raccontato anche tante storie dove il volontariato e più generalmente il Terzo settore cerca di lasciare la sua impronta, con i suoi modi e il suo stile, in un settore che nazionalmente, nel solo 2023, è stato capace di generare oltre 206 miliardi di valore, con un impatto del 9,6% sul PIL.

Una notizia positiva in tal senso per il “nostro” non profit ci arriva dalla Lombardia e più precisamente dal Lago di Como dove qualche settimana fa sono stati presentati i dati del progetto di ricerca Tourism Open Up. Un’iniziativa di “approfondimento prospettico e strategico” sviluppata nell’ambito del Bando CHANGES/CREST – Spoke 9 con il sostegno del PNRR, finanziata dall’Università Ca’ Foscari Venezia e promossa dal Consorzio Consolida, in partnership con EURICSE – European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises e la cooperativa sociale Tikvà – Economie Territoriali Inclusive.

Il progetto ha affrontato la crescente sfida dell’overtourism sul Lago di Como, sperimentando modelli innovativi di turismo culturale outdoor, sostenibili e partecipati. Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani tra i 18 e i 30 anni, coinvolti nella co-progettazione di itinerari alternativi, nella raccolta di dati sul turismo locale in collaborazione con l’Università dell’Insubria e nella produzione di contenuti digitali in grado di raccontare il territorio in modo autentico, accessibile e radicato nel senso di luogo.

Una parte della ricerca ha approfondito altresì il turismo “da dentro”, dando spazio alle voci di chi lo vive ogni giorno: amministrazioni locali, operatori culturali e turistici, organizzazioni del Terzo settore, cittadinanza attiva, strutture ricettive e servizi per la mobilità. Questa indagine, curata in particolare dal Consorzio Consolida insieme a EURICSE, evidenzia come il turismo sul Lago di Como non sia percepito solo come motore economico, ma come un fenomeno che incide profondamente sulle relazioni sociali e sulla vita quotidiana delle comunità. La crescita dei flussi turistici è vissuta in modo ambivalente: rappresenta sì un’opportunità di sviluppo e visibilità internazionale, ma genera anche pressioni e squilibri nei contesti locali. Molti interlocutori hanno segnalato un senso di distanza crescente tra residenti e sistema turistico, evidenziando l’urgenza di ripensare i modelli di governance e di rafforzare il coinvolgimento dei cittadini.

In questo contesto, il Terzo settore, e in particolare le imprese sociali, ma anche il volontariato e la cittadinanza attiva, si configurano come un potenziale motore di trasformazione dell’ecosistema turistico. Come? Attraverso la progettazione di servizi turistici inclusivi, la creazione di nuova occupazione, la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, e il rafforzamento della coesione sociale, a generare un turismo sostenibile, partecipativo e radicato nei territori.

La sperimentazione della coprogettazione di LeccoTourism in alcuni comuni del ramo lecchese ha già dimostrato come sia possibile mettere in dialogo enti locali, operatori economici e organizzazioni non profit su obiettivi comuni di valorizzazione territoriale. Questo approccio ha consentito di progettare itinerari turistici alternativi, raccogliere dati sul turismo locale e produrre contenuti digitali autentici, promuovendo modelli di turismo che coniugano dimensione economica, culturale e relazionale. 

Il progetto, questo sì in pieno “stile non profit”, ha favorito la nascita di nuove collaborazioni territoriali in diversi comuni delle province di Lecco e Como, mettendo in rete e ibridando realtà locali con l’obiettivo di valorizzarne le peculiarità in termini di accessibilità, sostenibilità e – cosa molto sentita nei piccoli centri – tutela delle tradizioni.

Tutti i dati della ricerca e tutti gli affondi tecnici sono liberamente consultabili sul sito di Consorzio Consolida.

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