Lecce si prepara a diventare un laboratorio civico a cielo aperto. Nelle giornate del 5 e 6 dicembre, il centro storico sarà attraversato da studenti, giovani volontari, associazioni e cittadini chiamati a vivere GenV, il percorso ideato dal CSV Brindisi Lecce – Volontariato nel Salento ETS con il sostegno di Coop Alleanza 3.0. Non una celebrazione formale della Giornata Internazionale del Volontariato, ma un’esperienza collettiva che intreccia visioni civiche, pratiche sociali e una riflessione sull’idea di “restanza”: quella scelta consapevole di restare nella propria terra per trasformarla.
In questo clima di energie che scorrono tra le vie barocche, una storia spicca per forza evocativa. È quella di Eleusi APS, associazione giovane e determinata che, in pochi anni, ha tracciato una rotta culturale capace di cambiare la percezione del Capo di Leuca. La loro sarà una delle realtà premiate dal CSV per l’area Ambiente e Cultura, riconoscimento che suggella un lavoro tenace e visionario.
Eleusi nasce nell’agosto del 2020, nel pieno di un Salento ferito dalla pandemia ma desideroso di ritrovarsi. Nasce da un gruppo di giovani guidati dall’idea di Alessandro Licchetta, Luca Antonio Esposito e Andrea Sequestro: recuperare il senso del luogo attraverso la cultura, intesa non come ornamento, ma come infrastruttura civile. Il nome non è un dettaglio:Eleusi richiama l’antica città greca in cui si celebravano i Misteri Eleusini, riti dedicati a Demetra e Persefone. Nel cuore dei fondatori, quella eredità simbolica diventa promessa di rinascita, un ponte tra memoria e futuro.
Fin dall’inizio la scelta è netta: qualità senza compromessi. È un principio che si percepisce nei loro progetti, nella cura delle collaborazioni, nell’attenzione al territorio. Il Festival del Capo di Leuca – Rassegna Cameristica Internazionale, nato nel 2021, è l’esempio più tangibile di questa visione. In cinque edizioni ha portato nel Basso Salento oltre duecento musicisti da tutto il mondo, trasformando borghi e frazioni in palcoscenici diffusi. Non solo concerti, ma masterclass, conferenze, mostre, itinerari culturali. La musica da camera, strumento nobile e per molti distante, diventa veicolo di comunità.
Un elemento caratteristico di Eleusi è la scelta di uscire dalle sedi tradizionali. Si esibisce nei borghi, nelle piazze di pietra, nelle chiese minori, nelle marine affacciate sul vento. Ogni luogo viene trattato come un interlocutore, non come semplice contenitore. Così la cultura si democratizza, raggiunge chi non la cerca, incontra chi non la aspetta, racconta di luoghi che meritano rispetto.
Negli anni l’associazione ha costruito una rete di collaborazioni che oggi comprende 19 comuni del Capo di Leuca. È un mosaico amministrativo che racconta un radicamento reale, ottenuto con pazienza e continuità. E non sono mancate sinergie istituzionali più ampie: il sostegno del Consiglio Regionale della Puglia è stato costante, accompagnando i passaggi più delicati della crescita.
La forza di Eleusi risiede anche nella capacità di diversificare. Accanto alla musica sono arrivati l’artigianato, l’enogastronomia, le partnership con realtà locali come la cantina Torre Ospina o l’Enoteca Melacotogna, che trasformano gli eventi in esperienze multisensoriali. Si è aggiunta una sensibilità ambientale concreta, testimoniata dall’iniziativa “Acqua del rubinetto, BRAVO, bis!” realizzata con Acquedotto Pugliese: un modo creativo per ricordare che ogni gesto culturale può essere anche un gesto ecologico.
Il 2025 ha segnato un altro passo decisivo: la partecipazione al progetto internazionale “Scenari – Sei Mostre a Scenari” a Firenze, con una grande esposizione dedicata alle tappe fotografiche del festival. È una conferma: la periferia può diventare centro se la qualità arriva prima di tutto.
Eleusi ha investito anche nella formazione. Grazie al supporto della SIAE, ha reso gratuite otto masterclass rivolte ai giovani artisti under 35, ribaltando un destino spesso considerato inevitabile: per studiare non bisogna andarsene, se esiste un luogo capace di offrire maestri e opportunità.
La crescita digitale ha accompagnato quella territoriale, alimentando una comunità che oggi riconosce Eleusi come riferimento credibile. È un esempio di come un progetto culturale possa diventare un dispositivo identitario, un modo per dire “questa terra vale” con un linguaggio nuovo, giovane, competente.
Accade qualcosa di raro quando si racconta la vicenda di Eleusi: si percepisce l’idea che cultura e territorio, se messi in relazione, generano appartenenza. Ed è proprio questo che la città di Lecce, nei giorni di GenV organizzati dal CSV Brindisi Lecce Volontariato nel Salento ets, vuole celebrare. Non la nostalgia del ritorno, ma la scelta del restare. Non la retorica delle radici, ma la volontà di piantarne di nuove.
Ogni storia di restanza apre la strada alla successiva. Questa è già un punto fermo su cui costruire le prossime.
Nel premio assegnato dal CSV c’è il riconoscimento di un lavoro serio, e c’è la testimonianza di una generazione che non ha rinunciato alla propria terra. Eleusi, con le sue stagioni di musica, le sue reti istituzionali, le sue sperimentazioni culturali e ambientali, rappresenta una promessa mantenuta: la bellezza del Salento non è un’eredità da custodire, ma un progetto da continuare.





