di Redazione Vdossier – 22 novembre 2025

Obbligo dell'Iva al terzo settore: approvata dal Governo la proroga al 2036

 In materia fiscale arriva la proroga al 2036 dell’entrata in vigore delle norme che avrebbero richiesto l’assoggettamento agli obblighi strumentali ai fini IVA, di tenuta della contabilità e fatturazione, per gli enti che svolgono prestazioni nei confronti dei propri associati.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della delega al Governo sulla riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), introduce disposizioni in materia di terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto.

Sul testo è stata acquisita l’intesa in Conferenza unificata. Inoltre, sono state apportate modifiche che tengono conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari e delle interlocuzioni con la Commissione europea. 

In materia fiscale, fra le principali modifiche, è stata inserita una proroga al 2036 dell’entrata in vigore delle norme che avrebbero richiesto l’assoggettamento agli obblighi strumentali ai fini IVA, di tenuta della contabilità e fatturazione, per gli enti benefici che svolgono prestazioni nei confronti dei propri associati.

Soddisfazione per l’approvazione delle norme sull’IVA arriva dal Forum del Terzo Settore.

Da quanto apprendiamo, il decreto sui temi fiscali per il Terzo settore approvato ieri in Consiglio dei Ministri ha recepito alcune importanti istanze che portiamo avanti da anni per garantire sostenibilità alle attività svolte dalle organizzazioni che operano per l’interesse collettivo”. Lo dichiara Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore a seguito del via libera in Cdm del decreto legislativo contenente disposizioni in materia di Terzo settore, crisi d’impresa, sport e Iva.  
 
Tra queste, la prima riguarda il rinvio di dieci anni della temuta entrata in vigore dell’obbligo di apertura della partita Iva per le associazioni che offrono servizi rivolti ai propri soci. Quest’obbligo, previsto dal prossimo 1 gennaio, avrebbe causato pesanti e ingiustificate ripercussioni burocratiche ed economiche, soprattutto alle realtà più piccole: la decisione di mantenere l’attuale regime di esclusione Iva va quindi incontro alle esigenze di un comparto che si caratterizza per il valore sociale che è in grado di produrre, e accoglie i numerosi appelli del Forum Terzo Settore insieme a tante realtà associative del Paese”. 
 
Un’altra positiva norma che sarebbe contenuta nel decreto – prosegue Moretti – riguarda l’armonizzazione dell’Iva al 5% tra i diversi soggetti del Terzo settore: in particolare per le Onlus, una tipologia destinata a breve a scomparire per effetto del Codice del Terzo Settore, questo provvedimento consentirà loro di proseguire il proprio lavoro con la necessaria serenità, potendo scegliere di divenire ETS senza essere penalizzate dal punto di vista fiscale”.
 
In attesa di leggere il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale, esprimiamo soddisfazione per l’impegno di Governo e Parlamento di tutelare il Terzo settore da norme che ne avrebbero fortemente ostacolato l’attività e lo sviluppo. Il dialogo portato avanti anche negli ultimi mesi, in particolare con i Viceministri Maurizio Leo e Maria Teresa Bellucci, ha avuto buoni risultati. 
Ci auguriamo infine che, già a partire dalla Legge di Bilancio, si possa trovare una soluzione anche alla questione dell’Irap: una tassa ingiusta che ancora grava, incomprensibilmente, sul non profit in misura ben maggiore che sulle imprese profit
” conclude il portavoce del Forum Terzo Settore.

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