“L’amore non toglie la libertà, la violenza sì” si conclude con questo slogan lo spot per combattere la violenza di genere realizzato da un gruppo di ragazze e ragazzi in PCTO al CSV di Cuneo. Quegli occhi che ci guardano sono i loro, quegli occhi ci raccontano la forza di uno sguardo, uno sguardo importante che evidenzia energia ed unicità.
Lo spot è stato realizzato nell’ambito del progetto di PCTO “Tessere abitudini differenti” (il nome è stato pensato proprio dai partecipanti). Un gruppo di studenti delle scuole IIS S. Grandis e Liceo artistico e musicale Ego Bianchi di Cuneo per 15 giorni nel mese di giugno ha lavorato su alcuni temi delicati per la loro fascia di età, uno di questi riguardava la violenza di genere.
I ragazzi , dopo aver ascoltato associazioni di Volontariato (Telefono Donna ODV e Mai+Sole), ed Enti Pubblici e Privati (ASLCN1, Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, Ordine degli Avvocati, Comitato Pari Opportunità) che hanno spiegato il loro ruolo ed impegno sul territorio, hanno potuto fare domande: questo ha permesso di attivare il confronto che ha portato alla realizzazione di tre poster e uno spot per promuovere tra i loro pari gli argomenti trattati.
Lo spot, pensato per attirare i coetanei, è piaciuto molto anche al comune di Cuneo, molto sensibile alla tematica, che lo ha trasmesso nei due cinema cittadini per tutto il mese di novembre nell’ambito della rassegna “8 marzo è tutto l’anno”. I ragazzi, che avevano lavorato con impegno ed entusiasmo senza però pensare di raggiungere un target diverso rispetto a quello dei loro coetanei, sono rimasti entusiasti.
“I ragazzi devono sapere che possono attivarsi e che il comune di Cuneo è felice di dare spazio ai loro progetti, soprattutto se sono validi ed emotivamente coinvolgenti come lo spot che stiamo trasmettendo. Vogliamo che i giovani diventino ambasciatori di temi importanti perché siamo convinti che la loro testimonianza possa fare la differenza tra i coetanei”. Così l’assessore dell’ufficio Parità e Antidiscriminazioni del comune di Cuneo Cristina Clerico ha spiegato agli studenti il motivo che ha spinto il comune a promuovere lo spot nei cinema.
“Non ci aspettavamo che il nostro lavoro venisse riconosciuto e apprezzato da un ente pubblico, quando lo abbiamo saputo siamo stati davvero felici – ha esordito Vittoria Beraudo, studentessa del Liceo Artistico Musicale Ego Bianchi –. Uno dei motivi per cui siamo partiti dagli occhi è che volevamo ci fosse un pezzo di ciascuno di noi. L’occhio nello spot ha un doppio significato: evidenzia come il tema della violenza contro le donne sia rilevante per noi e allo stesso tempo vuole essere una metafora di come sia importante non voltarsi quando si assiste alle ingiustizie. Se ognuno di noi fa la sua piccola parte possiamo fare la differenza”.
Durante le giornate in PCTO i ragazzi hanno parlato tanto tra di loro, si sono confrontati e hanno deciso che volevano provare a fare breccia tra i loro coetanei senza cadere nel banale. Emma Garitta, studentessa del Liceo Artistico e Musicale Ego Bianchi: “Ci sono tantissimi contenuti che raccontano la violenza di genere, molti di questi non ci comunicano nulla. Per lo spot siamo voluti partire dagli occhi perché rappresentano l’anima di ognuna di noi, un piccolo particolare che evidenzia quanto siamo tutti diversi l’uno dall’altro. Il manifesto invece rappresenta due manichini, uno va verso una porta e uno verso lo spettatore, con questa immagine abbiamo cercato di simboleggiare il cambiamento di chi si mette in gioco, esce da una relazione tossica e va verso una nuova vita”.
Gli occhi dello spot assumono sfumature di significato diverse parlando con i ragazzi del gruppo che lo hanno pensato e ideato, Angelica Dutto, studentessa dell’IIS S. Grandis di Cuneo: “Abbiamo voluto inquadrare i nostri occhi per evidenziare che anche chi guarda ha le sue responsabilità, non possiamo più essere spettatori passivi di fronte ad episodi di violenza, abbiamo il dovere di agire per non essere complici”.
I ragazzi hanno partecipato con grande energia ed entusiasmo a questo progetto, si sono sentiti coinvolti e chiamati in causa fin da subito. Il brainstorming che ha portato alla realizzazione del video ha permesso di riflettere, di confrontarsi, di capire come fare la differenza nel loro gruppo di pari. Il lavoro svolto al CSV di Cuneo insieme ad associazioni e professionisti ha aiutato i ragazzi a capire che ci sono tante cose da sapere, li ha aiutati a rendersi conto che anche nel loro piccolo possono verificarsi eventi da non sottovalutare. Hanno capito che è importante parlarsi, confrontarsi affinché i comportamenti di controllo o manipolativi non vengano mai accettati.
“I nostri compagni maschi sono distaccati rispetto al tema, cercano di semplificare l’argomento – ci spiega ancora Angelica – mentre lavoravamo al video e al manifesto abbiamo cercato di realizzare qualcosa che potesse coinvolgere i nostri compagni, che li facesse riflettere e li obbligasse a fermarsi, guardare, capire”.
I ragazzi hanno apprezzato molto di avere avuto la possibilità di lavorare con studenti di altre scuole, ma soprattutto, come spiega Sofia Civallero, il confronto ha permesso di crescere: “Confrontarci con i nostri pari è fondamentale, abbiamo fatto un percorso di 15 giorni che ci ha responsabilizzato, abbiamo potuto ascoltare il punto di vista degli adulti e poi abbiamo costruito insieme un qualcosa che, puntando sull’emotività, può far riflettere anche i nostri compagni. Lavorare con il personale del CSV è stato davvero bello, abbiamo imparato tanto facendo un’esperienza divertente e coinvolgente”.
I prodotti realizzati, nel mese di dicembre, verranno presentati alle classi terze delle due scuole coinvolte. I più grandi spesso vengono presi ad esempio e cosa funziona meglio rispetto a un esempio positivo? Proprio per questo saranno loro, insieme al personale CSV e alle associazioni, a spiegare il tema della violenza di genere ai compagni più piccoli. I ragazzi presenteranno le associazioni e gli Enti del territorio che poi avranno la possibilità di approfondire gli argomenti trattati facendo esempi e rispondendo alle domande. La speranza è che attivare una sensibilizzazione dai propri compagni possa fare la differenza evitando comportamenti scorretti nel quotidiano e nel futuro di questi ragazzi.
Lo spot è visualizzabile qua:





