di Francesca Gallini – 21 novembre 2025

Dalla ferita alla forza collettiva

 La storia di Cristiana Varchi e del gruppo di auto mutuo aiuto “Dire Basta” di Ferrara. Una storia che comincia molto prima del gruppo, con una ferita lontana nel tempo: un abuso subito da bambina che ha lasciato segni profondi.

Ci sono ferite che restano sotto pelle per anni, silenziose ma presenti. Poi, a volte, arriva un incontro capace di trasformarle in qualcosa di nuovo: una forza, un legame, una comunità. È così che nasce “Dire Basta, il gruppo di auto mutuo aiuto di Ferrara dove donne che hanno conosciuto la violenza imparano, insieme, a ricominciare. A guidarlo è Cristiana Varchi, una donna che ha saputo trasformare il proprio dolore in un motore di solidarietà.

La storia di Cristiana comincia molto prima del gruppo, con una ferita lontana nel tempo: un abuso subito da bambina, che ha lasciato segni profondi.

Mi considero una vittima senza giustizia — racconta — ma ho capito che la mia vita poteva ancora cambiare. Non potevo restare imprigionata nel silenzio.”

Per anni, Cristiana affronta quel dolore attraverso la psicoterapia, poi arriva l’incontro che le cambia la prospettiva: quello con Alla, una donna sopravvissuta alla violenza domestica, conosciuta nel gruppo bolognese “Mai più”.

Lì scopre che la condivisione può curare, che raccontarsi a chi ha vissuto esperienze simili libera da una gabbia di colpa e vergogna. “In quelle stanze ho trovato empatia, ascolto e la possibilità di sentirmi parte di qualcosa,” ricorda.

Da quell’esperienza nasce un’idea semplice e potente: portare quel modello anche a Ferrara. Con il sostegno del Coordinamento ferrarese delle realtà di auto mutuo aiuto e del CSV Terre Estensi, nel dicembre 2018 prende vita “Dire Basta”.

Dove nessuna è sola

Il gruppo nasce da un principio essenziale: nessuna donna deve sentirsi sola nel proprio percorso di uscita dalla violenza.

Gli incontri — due volte al mese, in presenza e online — sono spazi protetti dove le parole non vengono giudicate, ma accolte.

Quando si subisce violenza, spesso si tende a colpevolizzarsi o a minimizzare – spiega Cristiana, oggi facilitatrice del gruppo -. Nel gruppo impariamo a sospendere il giudizio, ad ascoltarci davvero, a guardare noi stesse con occhi nuovi e a diventare consapevoli delle dinamiche che ci hanno intrappolate“.

Oggi sono circa una decina le donne che partecipano regolarmente, ognuna con una storia diversa: violenza psicologica, economica, assistita sui minori. Alcune arrivano grazie al passaparola, altre su indicazione di percorsi terapeutici.

Tutte trovano la stessa cosa: un luogo dove il dolore non viene negato, ma condiviso e trasformato.

La pandemia e la forza della rete

Quando il mondo si è fermato per la pandemia, “Dire Basta” non ha chiuso.

Gli incontri si sono spostati online, ma il legame non si è spezzato. Anzi, sono arrivate nuove richieste da altre regioni, nuove voci in cerca di ascolto.

La violenza non conosce confini sociali o geografici – racconta Cristiana -. E noi non volevamo lasciare nessuna indietro”.

Col tempo, il gruppo ha iniziato anche a guardare oltre il proprio cerchio, portando testimonianze nelle scuole e negli spazi pubblici, per parlare di rispetto, relazioni sane e prevenzione. “Perché il cambiamento – spiega Cristiana – non può essere solo personale: deve diventare collettivo“.

Quando l’aiuto diventa rete

Nel 2021, dall’esperienza del gruppo nasce qualcosa di più grande: l’associazione Auto-Mutuo Aiuto in Rete odv, che oggi riunisce e sostiene oltre una trentina gruppi di auto aiuto indipendenti.

Volevamo creare un punto di riferimento, un luogo dove chi cerca aiuto o vuole avviare un gruppo possa trovare supporto” spiega ancora Cristiana.

Il principio resta quello delle origini: la cura di sé passa anche attraverso la cura degli altri.

L’auto mutuo aiuto produce salute collettiva – sottolinea – ma per funzionare davvero deve dialogare con i servizi pubblici, con il volontariato, con il territorio. Solo insieme si costruisce una comunità capace di prendersi cura di sé stessa”.

Un invito aperto

Oggi “Dire Basta” continua a incontrarsi, con la stessa energia del primo giorno. Partecipare è gratuito, libero, nel rispetto della riservatezza. Per molte donne è un primo passo, per altre una seconda nascita.

“Non esiste un percorso uguale per tutte – conclude Cristiana – ma so che ogni volta che una donna trova il coraggio di parlare, qualcosa cambia. Per lei, e per tutte“.

 Gruppo “Dire Basta” – Ferrara

info@automutuoaiutoinrete.org

Partecipazione libera e gratuita, nel rispetto della riservatezza.

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