di Redazione VDossier – 15 novembre 2025

Cresce in Italia la partecipazione sociale. Soprattutto fra i giovani

 Il 12° Rapporto Bes di Istat offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese, attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini.

L’Istat presenta la dodicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Fra i tanti indicatori riportati emerge anche la crescita della partecipazione sociale, in particolare fra i giovani. “Nel 2024 – si legge nel rapporto –, il 28,9% della popolazione di 14 anni e più dichiara di aver svolto almeno una attività di partecipazione sociale, prendendo parte alle attività di associazioni ricreative, culturali, politiche, civiche, sportive, religiose o spirituali. Il valore è in crescita rispetto all’anno precedente (+2,8 p.p.)”.

Tra le varie attività, la più diffusa è la partecipazione a incontri o iniziative realizzati o promossi da parrocchie o gruppi religiosi o spirituali con il 12,3%, circa un punto percentuale in più rispetto al 2023. Segue il pagamento di rette per circoli o club sportivi con l’11,2% (+1,5 p.p. rispetto all’anno precedente). Anche il partecipare a riunioni di associazioni culturali e ricreative è in leggera crescita: passa dal 6,8% del 2023 al 7,5% del 2024. Tra gli uomini, la partecipazione sociale è leggermente più diffusa rispetto alle donne (30,8% contro 27,1%). Ciò si conferma anche nelle singole attività considerate, tranne che nelle iniziative di ispirazione religiosa o spirituale, alle quali partecipano di più le donne (13,2% rispetto all’11,3% degli uomini). Il divario generazionale è marcato. Se il 44,7% delle persone di 14-19 anni svolge attività di partecipazione sociale, al crescere dell’età la partecipazione diminuisce fino al valore più basso di chi ha 75 anni e più (15,4%). Nelle fasce d’età centrali il valore si attesta attorno al 30%. Nell’ultimo anno, la partecipazione sociale cresce in quasi tutte le fasce di età e in particolare tra le persone di 14-19 anni, con un aumento di oltre 5 punti percentuali (da 39,6% a 44,7%).

Il livello di partecipazione sociale è più elevato nel Nord-est, dove si attesta al 33,2%. Anche nel Nord-ovest (30,8%) e nel Centro (30,6%) i valori sono superiori alla media nazionale, mentre nel Mezzogiorno si conferma una minore partecipazione (23,8%). Nell’ultimo anno la partecipazione sociale è cresciuta di più nel Centro-nord che nel Mezzogiorno, di conseguenza le differenze territoriali si sono accentuate.

Negli ultimi 15 anni, l’Istat ha impegnato molte risorse nella misura del benessere, consentendo di monitorare i miglioramenti della qualità della vita delle persone, la sostenibilità di tali progressi e come il benessere si distribuisce nei territori e tra la popolazione. Nato nel 2010, il progetto Bes rappresenta una sfida tematica e metodologica ed è il risultato di una proposta innovativa che conta sul dialogo con la comunità scientifica, la società civile e i cittadini.

Grazie all’analisi di un ampio set di indicatori statistici (152), il Rapporto offre una lettura approfondita dei livelli, delle tendenze e delle disuguaglianze di benessere che si possono osservare nei 12 domini in cui si articola il framework Bes: Salute; Istruzione e formazione; Lavoro e conciliazione dei tempi di vita; Benessere economico; Relazioni sociali; Politica e istituzioni; Sicurezza; Benessere soggettivo; Paesaggio e patrimonio culturale; Ambiente; Innovazione, ricerca e creatività; Qualità dei servizi.

Il rapporto è accompagnato da strumenti online: la dashboard interattiva per navigare tra gli indicatori e le loro disaggregazioni; l’appendice statistica con i dati in serie storica e disaggregati per regione, sesso, classe di età e titolo di studio, anche combinati tra loro; una dettagliata nota metodologica.

Clicca qua per scaricare e leggere il rapporto

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