Cittadini Sostenibili è un’associazione di promozione sociale con sede a Genova, impegnata nella promozione di comportamenti e scelte sostenibili. È nata nel 2017 come gruppo informale e si è costituita in associazione nel 2020, aperta a collaborare con chiunque abbia a cuore l’ambiente e la sostenibilità.
In ogni iniziativa cerca di fare rete, di mettere in comunicazione singoli cittadini tra di loro e con associazioni, imprese ed enti pubblici. “Perché spesso – si legge sul sito di Cittadini Sostenibili – le buone pratiche esistono già, mentre manca la loro divulgazione ed espansione, l’unione dei “puntini” affinché diventino più forti, coinvolgano più realtà, siano messe a sistema”.
Andrea Sbarbaro è presidente e uno dei fondatori. È stato volontario di Greenpeace. “Un movimento globale, ma ci serviva anche qualcosa di parallelo che agisse sul locale – racconta”. Così è nata “Cittadini Sostenibili” da un gruppo di persone già impegnate nei propri progetti, ma che volevano avere la possibilità di dialogare con le amministrazioni, con i municipi. “Per noi dialogare è importante – aggiunge Sbarbaro – con tutti: destra, sinistra, centro. Il nostro motto è unire i puntini, non inventare niente di nuovo ma trovare la messa a sistema. Nel 2019 c’era anche la campagna plastic free, ma poi uno dove va a comprare per liberarsi dalla plastica? Allora abbiamo cercato di dare mappe concrete. Il progetto di punta è la mappatura partita da Genova, ma si espanderà in Liguria grazie ad un progetto finanziato dall’8 per 1000 dei valdesi: mappe per gli acquisti sostenibili (di carattere sia nazionale sia locale), riparazioni, kit attivismo, cioè come attivarti per la tua città. Se vuoi fare una proposta al municipio dove la fai? Che piattaforme esistono per interagire con l’amministrazione? Ci sono già strumenti di cittadinanza attiva ma non sono conosciuti, metter a sistema ciò che esisteva ma valorizzarlo”.
Cittadini Sostenibili è nata da volontari, poi nel tempo si è strutturata meglio, contando ancora su una maggioranza di volontari, ma anche su tre collaboratori a progetto. La risposta della città di Genova è stata buona. “Le persone hanno partecipato alle mappature perché volevano vedere valorizzati i negozi dei loro quartieri, mappare ciò che c’era – racconta ancora Sbarbaro –. Diamo consigli su cose specifiche: come il “kit attivismo” per suggerire, ad esempio, come fare a chiedere la piazza di una città per manifestazione. Siamo stati fra i tester di nuova piattaforma che è ProponiTi, per avviare patti di collaborazione. Servono per iniziative una tantum, come pulizia di spiagge in cui il comune mette a disposizione l’assicurazione per i partecipanti o per cose continuative come adottare un’aiuola. E la dimensione digitale aiuta tanto. Siamo nati da campagne per l’impatto ambientale, poi le abbiamo rese più grandi più grandi e legate sempre agli enti, ma cerchiamo di intrecciarle con il sociale e l’economico. Perché la sostenibilità è fatta da tre pilatri”.
Cittadini sostenibili sviluppa attività e campagne su temi quali l’economia circolare e il ciclo dei rifiuti, la mobilità sostenibile, la riqualificazione ambientale e urbana, la riconversione di enti e imprese, gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Di economia circolare e ciclo dei rifiuti si sono occupati da subito come di mobilità sostenibile, promuovendo iniziative in rete come la Petizione sul transito ciclo-pedonale nella zona portuale, la manifestazione sotto al Comune “Tutta Genova Bike To School”, la presentazione di proposte alla Direzione Mobilità, all’Assessorato all’Ambiente, al Consiglio Comunale e ai Municipi competenti. Ancora: di riqualificazione ambientale e urbana contribuendo alla ripiantumazione su terreni confiscati alle mafie del progetto Treedom, partecipando alle pulizie delle spiagge promosse da associazioni genovesi, partecipando alla ripiantumazione del progetto ‘A thousand trees’ sulle alture genovesi. Di disarmo e sviluppo sostenibile attraverso momenti di formazione frontale e laboratoriale, lo sviluppo di vademecum per l’adozione di pratiche sostenibili, il sostegno ai progetti plastic free riguardanti la movida nel Centro Storico di Genova, la presenza attiva nelle reti e nei tavoli di lavoro dove si trattano progetti e programmi di sostenibilità e impatto ambientale, in particolare Liguria2030. Infine, ma non infine, di stili di vita personali e famigliari con le campagne social media “Le buone abitudini” e relativi workshop in contesti pubblici. Con il mozzicometro che raccoglie i mozziconi gettati in terra da tante, troppe, persone.
“Con ‘Geno Dream Cool’ – racconta ancora Sbarbaro – abbiamo regalato due orti e potenziato un terzo per le scuole della città, grazie ad una raccolta fondi che ha messo in contatto gli esercenti locali del quartiere, bar, ristoratori, teatri per realizzare gli orti. Ogni anno regaliamo cinquanta euro di terriccio per mantenimento. Ci occupiamo di questioni ambientali, ma con una valenza più ampia e con tanta concretezza. Proviamo a fare politica fuori dalle istituzioni, portando proposte sul tavolo dei decisori”.
“Io sono psicologo ma nel gruppo abbiamo biologi, architetti, avvocati, comunicatori, economisti, esperti di verde: è un gruppo che si distingue per le sue competenze ed è abbastanza eterogeneo – conclude Sbarbaro –. Siamo una quarantina di soci, l’associazione è aperta ma è un bel gruppo cresciuto spontaneamente nel tempo. Abbiamo lavorato su diversi temi: energia, Liguria rinnovabile, analizzando il piano energetico ambientale regionale, perché la Liguria aveva record negativi sulle energie rinnovabili. Il timone che cerchiamo di tenere è offrire soluzioni: le persone vogliono attivarsi ma spesso non sanno come fare. Così proponiamo pratiche che vengono percorse volontariamente”.





