Dal 25 dicembre 2025, anche gli enti del Terzo settore (Ets) potranno accedere agli incentivi per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
È quanto prevede il nuovo Conto Termico 3.0, aggiornato e integrato dopo una fase di consultazione pubblica finalizzata a definire in modo condiviso modalità e procedure di accesso.
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, rivede la disciplina degli incentivi secondo criteri di semplificazione, efficacia e coerenza con gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima.
Tra le principali novità figura l’ampliamento della platea dei beneficiari: oltre agli Ets, potranno accedere agli incentivi anche le cooperative sociali e di abitanti, le comunità energetiche rinnovabili (Cer) e le configurazioni di autoconsumo collettivo, le società in house e i concessionari di servizi pubblici.
Vengono inoltre inclusi gli edifici non residenziali privati del settore terziario, con una revisione dei massimali di spesa per adeguarli ai prezzi di mercato. Il nuovo schema apre anche a nuove tipologie di intervento, come gli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo e le colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, purché abbinate alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche.
Le percentuali di contributo variano in base alla tipologia di beneficiario, alla natura dell’intervento e alla sua dimensione economica. In particolare, i Comuni con meno di 15.000 abitanti e alcuni edifici pubblici (scuole, ospedali, Rsa) potranno ottenere un sostegno fino al 100% delle spese.
Per i soggetti privati e la pubblica amministrazione, il contributo può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, mentre per le imprese si prevedono percentuali fino al 25% per interventi di efficienza energetica e fino al 45% per quelli legati alle rinnovabili, con maggiorazioni per Pmi, aree svantaggiate e progetti che garantiscono una riduzione del 40% dei consumi di energia primaria.
Per gli interventi di importo inferiore a 15.000 euro, l’incentivo potrà essere erogato in un’unica soluzione. Oltre tale soglia, il contributo sarà distribuito in rate costanti da due a cinque anni.
Un’opportunità da cogliere (con attenzione)
Il plafond complessivo del Conto Termico 3.0 è pari a 900 milioni di euro l’anno, di cui 500 destinati ai soggetti privati, tra cui rientrano anche gli Ets. Tuttavia, gli incentivi non sono cumulabili con altri aiuti statali, fatta eccezione per fondi di garanzia o rotazione. Le regole applicative saranno definite entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Per il Terzo settore, si tratta di un’occasione concreta per ridurre i costi di gestione, migliorare la sostenibilità ambientale delle proprie sedi e contribuire attivamente alla transizione ecologica.
Per saperne di più consulta l’articolo “Conto Termico 3.0: incentivi anche per gli enti del Terzo settore”





