Politica e volontariato sono intimamente intrecciati. Perché il volontariato è una forma di partecipazione alla vita delle comunità, le persone si organizzano e si attivano non solo per aiutare qualcuno, ma anche per fare in modo che i diritti vengano difesi e rispettati e i beni comuni tutelati. Perché il mondo e la società che abitiamo sia migliore. La partecipazione si concretizza nelle società e i mezzi di informazione esercitano un grande ruolo per raccontarla e cambiare la cultura sociale, e non solo sociale, delle persone. Intorno a questi temi si è sviluppato un dialogo profondo e pieno di idee utili e originali il 24 settembre nel primo appuntamento online degli Stati Generali del Volontariato Bergamasco, organizzato dal CSV Bergamo nel 2025 per richiamare a raccolta volontari, gruppi e associazioni.
Ospiti del primo dialogo, intitolato appunto “Politica e volontariato”, sono stati Bianca Arrighini, CEO e co-founder di Factanza Media, startup creata per rendere l’informazione accessibile alle nuove generazioni, e Luigi Mastrodonato, giornalista freelance che scrive di diritti umani, migrazioni, sociale con focus particolare su carcere e abusi di potere per Internazionale, Domani, Lifegate e altri giornali.
“Raccontare la partecipazione in questo periodo storico non è facilissimo – ha esordito Bianca Arrighini – perché convivono due spinte contrastanti fra loro: l’interesse per la cosa pubblica c’è e interessa alle nuove generazioni, ma c’è una grandissima sfiducia sia nella classe politica che avvertono tanti cittadini italiani sia, molto più deleteria, nei confronti in generale nel futuro. Le persone si sentono schiacciate e partecipano meno perché vedono quello che hanno intorno come qualcosa di grigio e che non possono cambiare”. “Come Factanza – ha aggiunto Arrighini – per questo il nostro lavoro non solo quello di informare, ma anche quello di restituire l’idea che la partecipazione sia una cosa fondamentale. Per stimolare la partecipazione serve parlare tanto nei luoghi in cui le persone sono, come le piattaforme social il cui impatto è molto forte”.
La responsabilità di chi fa informazione è molto alta: durante il dialogo si è più volte sottolineato come chiunque faccia informazione abbia questa responsabilità perché dettano l’agenda pubblica e condizionano le priorità delle persone. Per questo si può portare alla luce quelle tematiche che da un lato sono poco affrontate ma sono rilevanti nella società. Mastrodonato racconta spesso notizie definite “brutte”: carcere, conflitti, abusi di potere di cui è difficile parlare perché il bello è minoritario al loro interno. Ma raccontare il brutto è importante per fare in modo che si trasformi in bello.
“Il mio lavoro è una costante interazione con il mondo del volontariato – ha sottolineato Mastrodonato –, in realtà forse non mi ero mai resto conto come in questi giorni quanto di fatto tutto quello di cui mi occupo stia in piedi grazie al volontariato che è una presenza costante nei miei lavori. Quando ad esempio parli di carcere tutto quello che ti arriva è grazie al volontariato. Questa è la parte bella dei racconti brutti, perché grazie ai volontari riesco a dare voce a quelle storie brutte che racconta. In una sorta di movimento congiunto si cerca di dare una soluzione e a denunciare”. Mastrodonato ha fatto anche una riflessione provocatoria: “se ci fosse uno sciopero del volontariato questo Paese smetterebbe di funzionare perché gran parte delle cose passa da lì. È una provocazione, ma il concetto è che bisogna trovare le modalità per far capire l’importanza che il mondo del volontariato gioca per alcuni settori chiave della società”.
Concludendo l’incontro Bianca Arrighini ha sottolineato come la voce dei media nelle questioni sociali è stata sempre la priorità e “che Factanza è nata dall’esigenza di avere qualcosa che mancava come persone, cittadine e studentesse”. È responsabilità dei media prendere posizioni molto forti anche quando è scomodo farlo. “Credo – ha concluso Arrighini – che ci sia bisogno di trovare una via di mezzo: i social premiano chi urla e questo rischia di essere un enorme problema anche nel mondo dell’attivismo, una deriva che stiamo vivendo nell’ultimo anno e mezzo in cui l’attivismo sui social è diventato il primo nemico di sé stesso e si è dimenticato l’obiettivo di arrivare alle persone. La parte di inclusività nei messaggi che mandiamo è molto importante perché quello che vedo io è che ci sono tanti profili di solito di persone singole in cui l’attivismo e il profilo personale cozzano fra di loro. C’è il rischio di dimenticarsi che l’obiettivo è portare sempre più persone a credere in una causa o conoscerla e capirla rispetto a creare altra divisione. Dall’altro lato è necessario, quando necessario, alzare la voce e usare toni più politici”.
di Giulio Sensi – 30 settembre 2025
Il volontariato è anche politica e la sua voce serve a cambiare le cose
Il dialogo su politica e volontariato ha aperto la serie di incontri online degli Stati Generali del Volontariato del CSV di Bergamo. Ospiti Bianca Arrighini, co-founder di Factanza, e il giornalista Luigi Mastrodonato.

Foto di Cristina Cozzini da Tanti per tutti
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