Si alza l’asticella sul tema della trasparenza – e quindi della costruzione e rafforzamento del patto di fiducia tra cittadini e istituzioni nei confronti del Terzo settore – con l’avvio del sistema dei controlli agli enti. È stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 15 settembre il decreto ministeriale sul sistema dei controlli previsto dalla riforma del Terzo settore che coinvolge, oltre che gli uffici Runts, anche i centri di servizio per il volontariato e le reti associative nazionali, frutto di un lungo confronto tra Ministero del Lavoro, Conferenza Stato-Regioni, CSVnet e Forum Terzo Settore.
Mutuando il meccanismo già rodato delle cooperative, infatti, questo provvedimento prevede la possibilità che i CSV e le reti possano svolgere controlli ordinari sui propri aderenti.
Oltre che un nuovo sistema tecnico, quello dei controlli rappresenta un vero e proprio cambiamento culturale, per cui il controllo non è più solo prerogativa pubblica, ma diventa anche responsabilità interna al Terzo settore. Agli enti di secondo livello si affida, quindi, una posizione delicatissima, in un sottile equilibrio tra due ruoli, quello dell’alleato e quello del “vigilante”, individuando meccanismi che evitino sia conflitti di interesse che eventuali rotture di rapporti di fiducia con le proprie organizzazioni aderenti.
I CSV e le reti associative nazionali potranno scegliere se diventare o meno “soggetti autorizzati” al controllo. In caso positivo, dovranno predisporre un programma triennale da caricare sul Runts entro il 31 marzo, con l’elenco di tutti gli enti associati da sottoporre a revisione. I controlli ordinari saranno triennali e riguarderanno la permanenza dei requisiti, il perseguimento delle finalità civiche e l’adempimento degli obblighi statutari.
I controlli straordinari, invece, restano in capo agli Uffici Runts e potranno essere attivati per approfondimenti o accertamenti a campione.
La decorrenza dei controlli sarà fissata con un successivo decreto, in base all’attivazione della piattaforma informatica dedicata. Intanto, entro 60 giorni dall’entrata in vigore, saranno approvati i modelli di verbale per i controlli ordinari e straordinari.
Chi controlla i controllori?
Il sistema prevede criteri stringenti per la selezione svolta dai “soggetti autorizzati” dei “soggetti incaricati”, e cioè le persone fisiche che concretamente si occuperanno delle attività di controllo: devono essere indipendenti, competenti, formati e iscritti in un elenco pubblico costantemente aggiornato. Inoltre, proprio per evitare eventuali conflitti di interesse, non possono avere rapporti economici o professionali con gli enti da controllare, secondo quanto previsto dall’art. 2399 del Codice Civile, e sono considerati incaricati di pubblico servizio (Ips).
La responsabilità dell’attività di controllo rimane comunque in capo ai soggetti autorizzati (CSV e Ran), che potranno ricevere un contributo ministeriale per la copertura parziale dei costi, variabile in base alle dimensioni economiche degli enti controllati.
La sfida della responsabilità condivisa
Il nuovo sistema di controlli chiede al Terzo settore di fare un ulteriore salto culturale, vigilando su sé stesso in un’ottica di corresponsabilità. Ma per funzionare, il sistema dovrà essere accompagnato da investimenti in formazione, strumenti digitali e risorse adeguate. Per maggiori approfondimenti “Il decreto sui controlli al Terzo settore è legge“.





