Irene è l’ultimo arrivo al circolo Arci “La Dimora di Genova”. Accoglie soci e visitatori, fornisce informazioni sugli orari e sugli eventi e si presenta come “schietta, solare e diretta, ma sempre con un occhio di riguardo alla gentilezza e al rispetto, perché questi sono i valori fondamentali del nostro circolo: antifascismo, inclusione e solidarietà”.
A renderla speciale, però, non sono solo le qualità che dichiara di avere. Irene, infatti, non è una persona in carne e ossa, ma la segreteria virtuale del circolo: uno strumento basato sull’intelligenza artificiale (IA) che il gruppo genovese ha scelto di integrare nella propria attività. L’obiettivo è semplificare la gestione quotidiana e liberare tempo ed energie per la vita associativa.
Non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi anni l’IA sta trovando spazio anche nel mondo del volontariato e il sistema dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) sta accompagnando questa transizione. Attraverso la piattaforma Gluo – lo spazio collaborativo e di formazione condivisa promosso da CSVnet e dalla rete nazionale dei Csv – sono stati avviati percorsi formativi specifici. Tra questi il corso online dedicato a verbali e report associativi, promosso dal Csv Genova in collaborazione con Csv Palermo, capitale italiana del volontariato 2025. Un ulteriore appuntamento, promosso dal Csv Messina lo scorso autunno ha approfondito gli stereotipi ed i pregiudizi legati all’uso dell’IA. Invece, tra le iniziative in programma su Gluo il Csv di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Centro Europeo del Volontariato organizza per il 15 ottobre un momento formativo per riflettere sul ruolo delle tecnologie di intelligenza artificiale nel Terzo Settore.
Oltre la piattaforma di formazione nazionale diversi Centri hanno ulteriori approfondimenti in programma. Il Csv Asti Alessandria proporrà a fine settembre una riflessione sulle applicazioni concrete negli enti di terzo settore. Un ulteriore contributo arriva dal Csv Verona, che il 17 settembre propone il corso “Intelligenza artificiale e Terzo settore”. L’iniziativa, con taglio operativo e approccio esperienziale, mira a fornire a volontari e operatori strumenti pratici per utilizzare l’IA nella gestione quotidiana delle attività: dalla redazione di documenti alla comunicazione, fino al project work applicato a casi reali. Mentre il Csv Napoli ha avviato il percorso “AI for V. Intelligenza Artificiale Generativa a supporto del Volontariato”, che combina teoria e laboratori pratici su come investire gli strumenti dell’Ai in ambiti come la progettazione, comunicazione, monitoraggio e fundraising. A questo si aggiunge l’esperienza del Csv Como Varese (Csv Insubria), che dopo il buon riscontro della prima edizione di febbraio riproporrà il corso “Una buona intelligenza artificiale per il Terzo settore”, centrata sull’uso dell’IA nei processi di progettazione: dalla generazione di idee e l’analisi di contesto alla pianificazione e alla scrittura di testi.
Accanto alla formazione, alcune realtà stanno sperimentando l’uso diretto dell’IA nei servizi. Il Csv Marche, in collaborazione con il Csv Friuli Venezia Giulia, ha avviato una progressiva introduzione di chatbot e strumenti di supporto sul proprio sito, pensati per rendere più veloce e personalizzato il rapporto con utenti e associazioni. Non solo tecnologia: negli ultimi mesi dell’anno è previsto anche un corso di formazione di 8 ore articolato in 4 incontri, pensato per aiutare gli Ets e i loro volontari a sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale per migliorare comunicazione, organizzazione e attività quotidiane delle associazioni.
La riflessione non riguarda solo la tecnica. Lo ricorda, tra gli altri, Padre Paolo Benanti, teologo francescano e presidente della Commissione per l’Intelligenza Artificiale della Presidenza del Consiglio, intervistato dal Csv Toscana (Cesvot) lo scorso maggio durante la rassegna Elogio dell’umano. “La rivoluzione dell’intelligenza artificiale non è solo tecnologica: è una trasformazione antropologica, culturale, sociale”, ha sottolineato, invitando a non perdere di vista un approccio etico – una “algoretica” – che tenga al centro la dignità della persona.





