Non soltanto un’ambizione, ma una vera e propria “rivoluzione nel modo di vivere la musica a Padova“, in particolare quella classica. “Cancellare completamente la divisione tra palco e platea, portando il pubblico a co-creare l’opera” è il risultato avveniristico ottenuto da Nova Symphonia Patavina, associazione di giovani musicisti professionisti, che ha integrato l’uso dell’intelligenza artificiale nella propria offerta culturale in modo sempre più stupefacente e sistematico.
Ma come? Ce lo spiega Davide Fagherazzi, ingegnere elettronico, docente di informatica nonché direttore artistico dell’associazione che nel corso della sua conduzione ha sempre cercato di fondere queste sue anime, per portare sempre più innovazione all’interno delle proposte culturali e musicali organizzate a Padova nel corso degli ultimi anni.
“Tutto è iniziato anche grazie al bando Cultura Onlife 2021 della Fondazione Cariparo, che ci ha permesso di digitalizzare la nostra offerta – ricorda Fagherazzi -. Il primo pensiero è stato cercare possibilità alternative al semplice caricamento dei nostri concerti su Youtube. Abbiamo così iniziato a pensare a come il mondo digitale potesse farci fare altro: volevamo il sogno era mettere il pubblico al posto del direttore d’orchestra. Abbiamo iniziato chiedendo ai nostri spettatori e spettatrici se ci fosse chi voleva andare a sedersi vicino ai musicisti, o anche alla direzione del coro, ma è stato un tentativo un po’ vano perché è quasi sempre mancato il coraggio di farsi avanti. Così abbiamo trovato una soluzione digitale: offrire un’esperienza immersiva attraverso la realtà virtuale. Abbiamo registrato con una camera a 360 gradi di alcuni dei nostri concerti che si sono tenuti in luoghi evocativi di Padova come il battistero Duomo, o il palazzo Bo, portando il punto di vista al posto del direttore d’orchestra. Abbiamo anche registrato l’audio a 360 – precisa – in modo che ciò che si sente possa cambiare ed essere scelto ruotando la testa, per rendere l’esperienza ancora più realistica“. “Il bello di questa iniziativa – dice ancora Fagherazzi – è non soltanto far cambiare la prospettiva, ma portare questa possibilità di fruizione in luoghi dai quali le persone non possono muoversi agevolmente, come le case di riposo o i reparti ospedalieri di pediatria, ad esempio“.
Con la partecipazione alla settima edizione di “FéMO – Festival dell’espressione multimediale” del 2024, organizzato dal Progetto Giovani del Comune di Padova, è stato possibile far provare i visori a un pubblico ancora più allargato, tanto che ora è possibile richiederne l’uso tramite apposito form all’interno del sito dell’associazione. L’esperienza di VR continua nel frattempo ad arricchirsi, tanto che ora i video immersivi sono sei, registrati “anche in location non sempre accessibili come il Giardino della Torre Massimago, che è un bellissimo luogo privato, aperto soltanto in occasioni particolari“.
L’approdo all’iniziativa del concerto di un ensemble d’archi integrato con l’intelligenza artificiale è stato pressoché naturale. “Il primo test l’abbiamo fatto con il concerto di natale dello scorso anno – spiega il direttore artistico, anche in questo video – abbiamo costruito un’app che ha permesso al pubblico di condividere con noi le emozioni provate nel corso dell’esibizione attraverso la digitazione di alcune parole chiave, che sono state elaborate in tempo reale dall’intelligenza artificiale e trasformate in scenografie proiettate dietro al concerto stesso“. L’esperimento, riuscitissimo, è stato replicato anche quest’estate a villa Breda in riviera del Brenta, ma per poterlo fare in modo più allargato e ricorrente servono finanziamenti, avendo bisogno di un’infrastruttura non soltanto informatica. “Il concetto di fondo è che l’IA non deve prendere il posto dell’uomo, ma può essere usata dall’uomo per potenziare l’esperienza vissuta“, chiosa Fagherazzi.
Oltre a questo, Nova Symphonia Patavina è stata impegnata nella realizzazione di alcuni video fatti con la modellazione 3D per poter entrare all’interno degli strumenti musicali e vedere come sono fatti. Infine, è stato realizzato un podcast in otto puntate, dal titolo “Non è musica per vecchi”, in cui la musica classica viene raccontata con un format inedito, grazie alle sceneggiature scritte da alcuni ragazzi in PCTO degli istituti superiori Marchesi e Tito Livio di Padova con la supervisione di un regista e la partecipazione di attori professionisti. Restate sintonizzati, perché a breve uscirà la seconda stagione.





