di Elisabetta Bianchetti – 6 agosto 2025

L’Italia che cammina per restare

 Turismo lento e Terzo Settore: la rinascita possibile delle aree interne.

La prima cosa che senti è il silenzio. Poi, poco a poco, il rumore delle suole sulle foglie, il vento tra gli ulivi, il respiro corto di chi sale. Siamo lungo un tratto del Cammino dei Borghi Silenti, in Umbria, ma potrebbe essere un qualsiasi sentiero d’Italia che attraversa l’anima di un Paese che svanisce: borghi svuotati, botteghe chiuse, scuole scomparse. Ma non tutto è perduto. Ad attendere i camminatori, in cima alla salita, c’è Laura, 32 anni, tornata da Milano per aprire un ostello di comunità insieme ad altri giovani del posto. «Abbiamo scelto di restare. O meglio: di tornare. Ma non da soli».

È da qui, da storie come la sua, che inizia un nuovo racconto: quello del turismo lento e solidale che il Terzo Settore sta seminando tra le crepe dell’Italia che resiste.

Un’Italia fragile, ma piena di energie locali

Secondo i dati della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), oltre la metà del territorio italiano e circa 9,6 milioni di abitanti risiedono in zone definite “interne” — cioè lontane dai principali servizi essenziali come sanità, scuola e trasporti pubblici. Si tratta di oltre 4.000 comuni, prevalentemente montani o collinari, dove lo spopolamento è spesso accompagnato da isolamento, invecchiamento della popolazione e declino economico.

Ma in questo paesaggio fragile, si muovono energie nuove. La sezione dedicata alla mobilità dolce e al turismo sostenibile della SNAI riconosce il turismo lento come una leva concreta per attivare sviluppo locale e coesione sociale, favorendo la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e umano delle comunità.

Buone pratiche che parlano di ritorni, non solo di partenze

Non basta segnalare un cammino: servono relazioni. E questo è il terreno naturale del Terzo Settore. Dalle cooperative di comunità alle reti associative, le esperienze che stanno rifiorendo nei territori marginali mettono al centro l’ospitalità, la cura, la partecipazione.

Dal Cammino delle Terre Mutate, che attraversa i luoghi del sisma in Centro Italia con tappe gestite da associazioni locali, al borgo diffuso di Latronico, dove cooperative sociali e amministrazioni pubbliche collaborano per valorizzare le tradizioni e accogliere turisti in forma esperienziale.

Dal progetto “Borghi del respiro” in Molise, che promuove benessere ambientale e turismo salutare, ai cammini partecipati nati in seno a Legambiente e Slow Food, ogni iniziativa racconta un’Italia che non si rassegna.

Giovani, migranti, volontari: i nuovi protagonisti dell’accoglienza

La rinascita dei territori passa anche da chi li attraversa o decide di fermarsi: giovani che scelgono il ritorno o il servizio civile; migranti coinvolti in cooperative agricole e turistiche; volontari che coniugano vacanza e impegno civile.

Nei cammini del Nord e del Sud, aumentano le esperienze dove i ragazzi diventano guide, narratori del territorio, animatori culturali. Le associazioni offrono formazione, occasioni di confronto, reti di supporto. E così, il turismo lento diventa un luogo educativo e sociale, dove si imparano mestieri e cittadinanza.

Una visione generativa: il turismo come alleanza tra chi arriva e chi resta

Il turismo che il Terzo Settore promuove non consuma: rigenera. Non sfrutta: condivide. Si tratta di un modello generativo, che pone la relazione al centro e immagina il turista non come cliente, ma come ospite consapevole, parte di una comunità temporanea.

Qui la lentezza non è un limite, ma una scelta politica. L’autenticità non è folclore, ma ascolto e rispetto. La sostenibilità non è marketing, ma progetto condiviso di futuro. È il passaggio da un turismo “estrattivo” a un turismo “comunitario”, che lascia valore, non solo ricordi.

Politiche pubbliche e fondi europei: un’occasione da non perdere

Il fermento dal basso incontra oggi una finestra politica favorevole, ma non scontata. Oltre alla SNAI, anche il PNRR, con le sue linee dedicate ai borghi, e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), includono misure per sostenere la mobilità dolce, l’imprenditoria giovanile e le reti territoriali.

La sfida è ora trasformare questi strumenti in alleanze territoriali stabili, capaci di unire enti pubblici, Terzo Settore e cittadini. Perché la rigenerazione non è un evento: è un processo. E il turismo può esserne l’innesco, se letto come leva di coesione e cura.

Camminare è un gesto semplice, ma rivoluzionario. E in queste aree d’Italia dimenticate dalle mappe, ogni passo può essere un segno di speranza. Un passo verso un modo nuovo di abitare, viaggiare, vivere insieme. Un passo che — se accompagnato da politiche lungimiranti e reti solidali — può davvero trasformare il margine in futuro.

ApprofondimentiLibri e ricerche utili

“Cammini d’Italia” – Monica Nannetti (Ed. Terre di Mezzo) – Un testo fondamentale per comprendere l’approccio esperienziale e territoriale del cammino, con molti riferimenti a territori marginali.

Rapporti

SNIA – Strategia Nazionale per le Aree Interne

Viaggiare con la bici 2024 – ISNART, Legambiente, Bikenomist, 2024

Studio sul turismo escursionistico – Centro Studi Touring Club Italiano per ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo, 2023

Dossier Italia, Paese di Cammini – Terre di mezzo

I cammini italiani come motore per lo sviluppo sostenibile (pag. 267); Il turismo come opportunità di sviluppo per le aree interne del Paese (pag. 323) in XXV-Edizione-2020-2022-del-Rapporto-sul-Turismo-Italiano- CNR Edizioni, 2022

https://www.researchgate.net/publication/369542703_XXV-Edizione-2020-2022-del-Rapporto-sul-Turismo-Italiano

Report Cicloturismo 2020 – Federconsumatori, Ebnt, 2023

Viaggio nel turismo del prossimo decennio – Ranstad Research, 2024

Articoli

Non solo sentieri: i cammini come cura contro lo spopolamento – Italia che Cambia

Turismo lento, una tendenza in crescita – Vulcano statale

Dieci modelli di buone pratiche per un turismo sostenibile – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, 2024

https://asvis.it/notizie/929-3266/dieci-modelli-di-buone-pratiche-per-un-turismo-sostenibile-

Data Card – Turismo lento, Open Coesione

Symbola e Touring Club Italiano – “Rapporto 2022 sul Turismo Lento”

Progetti

Rete dei Cammini – Terre di Mezzo – Promuove i cammini come strumenti di sviluppo dei territori. Alcuni progetti sono orientati proprio alla rivitalizzazione delle aree interne.

Cammini Aperti (con MiBACT e Touring Club) – Esperienza di messa in rete di territori marginali attraverso l’attivazione di comunità ospitali.

SIBaTer – Progetto ANCI sulle terre pubbliche – Sostiene progettualità che coniugano mobilità dolce, agricoltura sociale e accoglienza nei borghi spopolati.

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