I dati statistici sul volontariato sono una risorsa utile a tutti noi per aggiornare la comprensione delle tendenze e delle dinamiche in atto. Non devono essere letti come una sorta di giudizio, buono o cattivo che sia, ma come una fotografia di una situazione certamente in evoluzione.
Quelli di Istat appena pubblicati sono tratti da un campione esteso e rappresentativo – 25.000 famiglie – con approfondimenti tematici significativi che aggiornano la lettura di più di dieci anni fa. Confermano quella che, come Centri di servizio per il volontariato, facciamo ogni giorno: il volontariato sta cambiando, vive sulla propria pelle le “policrisi” che l’intera società sta vivendo, ma mantiene un ruolo centrale per la tenuta delle comunità. Partiamo da un dato molto rilevante: sono un milione i volontari che si impegnano sia con organizzazioni strutturate sia in modo diretto.
Questo “mix” dimostra il cambiamento che il volontariato sta vivendo delle proprie forme di impegno e quanto queste si alimentino. Il numero assoluto dei volontari attivi riportato da Istat parla di un calo del 3,6%, una cifra certamente da non trascurare ma che non certifica una crisi del volontariato, bensì un’evoluzione. Convivono, e si nutrono a vicenda, forme di impegno varie, ibride e con temporalità più limitate. Non significa che siano meno efficaci, evolvono e rispondono anche alle tendenze demografiche in atto come dimostra il calo del numero dei giovani e l’aumento di quello dei volontari di età avanzata rispetto a dieci anni fa.
L’età media in Italia cresce anno dopo anno, ma ciò non comporta un arretramento del volontariato che rimane un’opzione di vita per tutte le generazioni. La voglia di partecipare non sta calando, sta cambiando e si sta concentrando anche su alcuni ambiti che stanno a cuore ai giovani e non solo. C’è un altro dato importante che emerge da queste statistiche: stanno aumentando, e sono già aumentati di quasi il 15%, quelli che si dedicano a collettività, ambiente e territorio. La qualità della vita nelle comunità è un impegno che anima i volontari.
Come Csv lo abbiamo registrato sul campo ed è per questo che abbiamo focalizzato e sviluppato quattro direttrici principali che orientano il supporto al volontariato per sostenerne lo sviluppo e l’autonomia sui territori: la promozione del ricambio generazionale e la rigenerazione delle leadership all’interno delle organizzazioni, linea di azione la cui importanza è confermata anche da questi nuovi dati; il sostegno alla co-programmazione delle politiche di welfare con particolare riferimento alla salute, perché il volontariato ha il diritto e il dovere di sedere ai tavoli istituzionali e co-progettare le risposte ai bisogni crescenti; la promozione del volontariato nella cura delle aree interne, il cui futuro dipende anche dal contributo delle energie sociali; la valorizzazione all’interno di modelli di economia civile, perché il volontariato è uno dei motori di generazione e rigenerazione dei beni relazionali. Sono le linee di sviluppo su cui continueremo a indirizzare per rafforzare il sostegno dei Centri di servizio per il volontariato alle organizzazioni presenti su tutto il territorio. Per fare in modo che anche le statistiche continuino a dimostrare quanto sia bella e sempre vitale la storia del volontariato in Italia.
di Chiara Tommasini – 31 luglio 2025
Nelle statistiche il valore del volontariato?
Non un giudizio, ma uno strumento per riflettere e continuare coltivare la crescita e l’evoluzione del volontariato.

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