A un anno dalla conclusione del Pnrr, l’Italia ha incassato, al 31 maggio 2025, 122 miliardi di euro di risorse europee (su 194,4 miliardi totali) e vede attualmente attivi oltre 284mila progetti. La clausola che prevede di destinare al Mezzogiorno almeno il 40% delle risorse Pnrr è sinora sostanzialmente rispettata (39,8%), ma i dati sulla spesa effettiva mostrano un’Italia a due velocità, con il risultato migliore del Veneto, che ha visto erogati il 35% dei fondi assegnati, e quello peggiore della Calabria che si ferma al 13%.
Sono alcuni dei numeri generali che definiscono il quadro, a luci e ombre, del Pnrr, secondo il report “Il Pnrr a un anno dalla conclusione. Il punto del Terzo settore”, realizzato dal Forum Terzo Settore e Fondazione Openpolis e che sarà presentato oggi alle 15 presso la Sala Capranichetta, in Piazza Monte Citorio a Roma.
L’analisi evidenzia, per la prima volta dall’inizio del monitoraggio, passi avanti sul piano della trasparenza sull’attuazione del Pnrr. Ma, nonostante questo, rimangono importanti criticità nella reperibilità o nell’aggiornamento dei dati che, in aggiunta al fatto che una parte delle risorse deve ancora essere assegnata, fanno sì che non siano ancora disponibili informazioni di dettaglio relativi a 32,6 miliardi di investimenti. Il rapporto del Forum Terzo Settore e Openpolis si concentra anche quest’anno sulle misure di interesse per il Terzo settore: più nello specifico, sui 58 investimenti economici che prevedono un totale di 28 miliardi da destinare alla realizzazione di progetti. Di questi, solo 7 miliardi circa (24,5%) sono stati complessivamente erogati: se gli interventi riguardanti il servizio civile universale e le strutture sanitarie di prossimità territoriale hanno visto la quasi completa erogazione, le misure fanalino di coda riguardano l’ambiente (la percentuale di avanzamento finanziario è all’11,8%), il sostegno alle persone vulnerabili (7,5%) e la parità di genere (4,7%).
Per quanto attiene il coinvolgimento degli Enti di Terzo Settore (ETS), sono oltre 4mila i progetti che li prevedono a vario titolo (da aggiudicatari delle gare, a soggetti coinvolti nei progetti) per un totale di 3,1 miliardi di euro (poco più dell’1,8% del totale delle risorse Pnrr allocate). Gli ETS risultano maggiormente protagonisti nell’ambito del sostegno alle persone vulnerabili, delle politiche attive del lavoro e dell’istruzione. Più in dettaglio, gli interventi per cui si è scelto di attivare la co-progettazione con il Terzo settore sono 173.




